Sara Parisi uccisa dal marito voleva essere libera: la rabbia degli amici

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Sara Parisi uccisa dal marito

Il giorno dopo il femminicidio di Giarre, in provincia di Catania, la rabbia degli amici raccontano gli ultimi periodi della vita di Sara Parisi, uccisa dal marito, che voleva essere libera.

Femminicidio Catania, morta Sara Parisi

Donne vittime della rabbia degli uomini che non si rassegnano ad un “no” o alla fine di una storia d’amore. Questo è il motivo per cui è morta Sara Parisi, uccisa dal suo ex marito ieri mattina. Francesco Privitera l’ha aspettata in strada, in Corso delle Province di Giarre, per poi estrarre una pistola e colpirla più volte lasciandola senza vita. Lui, invece, ferito all’addome, è morto ore dopo in sala operatoria. (Per approfondire la notizia Clicca Qui).

Il giorno dopo la tragedia, ecco che arriva la rabbia degli amici e dell’avvocato di Sara Parisi, Patrizia Pellegrino, che in questi anni ha cercato di difenderla da quell’ex marito “oppressore” che non si voleva rassegnare alla fine di quel matrimonio.

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Donna uccisa: colpevole di aver trovato un nuovo amore

Secondo quanto reso noto dalla stampa siciliana nel corso della giornata di ieri, Sara Parisi si era separata dal marito nel 2014, questo però aveva sempre cercato di salvare il loro matrimonio. Francesco Privitera, che lavorava come muratore, non si era mai rassegnato cercando in modo ossessivo l’ex moglie fino a quel fatidico 28 dicembre. Sara Parisi sul suo profilo Facebook, nella sezione dedicata alle informazioni personali, aveva scritto “Essere libera”. Le foro sul social network la mostrano così infatti, libera di vivere e sorridere, ma soprattutto libera di amare di nuovo. Da qualche tempo, infatti, Sara Parisi aveva iniziato una nuova relazione che aveva ufficializzato proprio su Facebook. Il nuovo amore è stato il motivo per cui Francesco Privitera ha deciso di toglierle la vita uccidendola. Un modo macabro per dire: “Se non puoi essere mia non sarai mai di nessun altro”.

La gelosia dell’uomo ha privato anche i tre figli della coppia della loro mamma, oltre che del loro padre.

La rabbia dell’avvocato Patrizia Pellegrino

L’aspetto drammatico della triste storia di Sara Parisi è stato raccontato dall’avvocato Patrizia Pellegrino. Il duro sfogo, anche questa volta, arriva su Facebook. Un primo post recita: “Non le hanno creduto, non ci hanno creduto Sara“. Poco dopo un nuovo post e il duro attacco al centro antiviolenza di Giarre:

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avvocato pellegrino

Al termine di questa triste giornata, poiché come accade sempre più spesso, si strumentalizza anche la morte devo precisare alcune cose che dalla stampa e sui social sono state un po’ travisate. 
Sara NON è mai stata seguita dallo sportello comunale di Giarre per evitare ‘pettegolezzi’ sul fatto che io fossi contemporaneamente suo legale e volontaria allo sportello.
Per cui ritengo stupido tirare il ballo solo per ragioni politiche lo sportello antiviolenza di Giarre…
Sara era separata dal 2014 e pende giudizio di divorzio Ho seguito la separazione durante la quale già il… Aveva manifestato atteggiamenti persecutori e minacciosi.
Le querele di cui ho contezza sono 4 ed un processo forse era in corso. 
Ma non ho altri dettagli perché della vicenda penale non mi sono occupata. 
Aveva paura, lo trovava in macchina sotto casa, una volta dentro casa, la
seguiva ed era convinto che avesse amanti. 
Nell’ultimo anno del suo divorzio di cui si attende udienza di Precisazione delle conclusioni non mi sono occupata per motivi che non intendo divulgare.

Sara era anche una donna forte: ha cresciuto una figlia bellissima e due maschi. Non si è mai risparmiata per assicurare ai figli una vita decente, amava il mare, sorrideva spesso
Sara…“.

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