Usb contro la manovra, “Governo contro diritto alla pensione”

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Usb governo contro diritto alla pensione

Il sindacato Usb si accoda alle proteste contro la manovra e focalizza il suo disappunto precisando che questo “governo è contro il diritto alla pensione”.

Una serie infinite di proteste sulla manovra

Mai nella storia d’Italia una manovra economica ha avuto tante critiche quanto questa a firma del governo gialloverde. Critiche che sono piovute dall’Europa, dai mercati, dai sindacati, dagli imprenditori ed industriali. Sia dall’Estero, che dall’interno del paese un coro di no, tanto che noi di Free Press Online, abbiamo ironizzato e abbiamo detto scritto che “o siamo nei guai fino al collo o Di Maio e Salvini dopo questa manovra meritano il premio Nobel per l’economia” (clicca qui).

Insorge Usb pensionati Catania

Ad approvazione fatta, con tante polemiche e risse in Aula arriva anche l’analisi del sindacato Usb, che giorni fa era stato ricevuto a Roma dal premier Conte, a cui aveva esternato tutte le perplessità (clicca qui per approfondire). Oggi attraverso una nota il sindacato Usb ha puntualizzato il problema del diritto costituzionale alle pensioni, e come questo, sia a loro dire, stato attaccato da questo governo attraverso questa manovra economica per il triennio 2018-2021. Di seguito la nota dell’Usb pensionati Catania che vi riportiamo per intero.

“Tutto inalterato”

La manovra finanziaria del governo gialloverde sul tema delle pensioni mantiene inalterate le riforme previdenziali, avviate da Dini e concluse da Fornero – scrive Usb nella nota giunta alla nostra redazione – .Ciò rende la quota 100 un pannicello caldo, considerato che in tre anni la manovra 5stelle-Lega sottrae circa 2,5 miliardi di euro dalle tasche dei pensionati intervenendo, esclusivamente, sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione”.

“Attaccato il diritto costituzionale alla pensione”

L’ USB denuncia , contesta e si oppone a questo ennesimo attacco al DIRITTO ALLA PENSIONE, attacco alimentato pesantemente anche dai governi a guida PD.  In USB, le pensionate e i pensionati trovano la loro collocazione attraverso USB Pensionati, all’ interno della Federazione del Sociale, che abbraccia tutti quei settori sociali, non esclusivamente legati al mondo del lavoro, ma riconducibili all’area della precarietà sempre più diffusa. La collocazione naturale delle pensionate e dei pensionati nella Federazione del Sociale consente quel processo di ricomposizione di classe che nel territorio ricostruisce soggettività sociale. I pensionati non sono una categoria sociale omogenea, infatti riflettono tutte le contraddizioni del mondo del lavoro legate alle tipologie contrattuali e alle condizioni salariali“.

“Pensionati attaccati quotidianamente”

Pensionate e pensionati attaccati quotidianamente anche da tassazioni locali, costo dei servizi, mancate perequazione e altro. La difesa del Diritto alla pensione, quindi, non è una questione di una specifica categoria sociale e la difesa di questo diritto non può avvenire nei modi e nei tempi di una normale VERTENZA di categoria. Ha un senso solo se inserita nella difesa del SISTEMA PREVIDENZIALE PUBBLICO, del diritto al lavoro per tutte e uttii, del contenimento dei costi dei servizi sociali.
L’USB Pensionati sostiene una piattaforma sociale di aggregazione che, procedendo una ricomposizione di classe, consente di costruire gli strumenti vertenziali della contrattazione sociale e delle nuove categorie di lavoro“.

“Previdenza sociale sempre più precaria”

L’USB Pensionati evidenzia il ruolo della Previdenza pubblica sempre più precaria che sta subendo un processo di privatizzazione che, attraverso i fondi pensione, sposta il diritto alla pensione da diritto costituzionalmente garantito a opportunità personale legata alla propria condizione sociale, lavorativa, salariale. Questo consente al sistema del profitto di negare il diritto alla pensione alle generazioni future. Ciò determina che la lotta per il diritto al lavoro è una necessità, perché attraverso la contribuzione previdenziale si garantisce l’erogazione delle pensioni presenti e future“.

“Cgil- Cisl- Uil complici di politiche antisociali”

Ma se le prospettive sono il lavoro nero, il lavoro povero, i salari inadeguati , i voucher, il reddito che non c’è, è evidente che la contribuzione previdenziale subisce una sostenziale decurtazione. È necessaria quindi la ricomposizione di classe che si contrapponga al sindacato giallo capitolazionista (CGIL CISL UIL ) complice delle politiche antisociali che hanno trasformato i diritti sociali e i diritti civili in carta straccia.
È il momento di decidere dove stare e con chi stare: lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, senzatetto, migranti, studenti, pensionati“.

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