Decreto sicurezza, Firenze e Napoli dissidenti dopo Palermo

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Caso nave diciotti matteo Salvini

Diversi sindaci hanno bollato come “disumano” il decreto sicurezza e Firenze e Napoli sono i comuni dissidenti dopo Palermo, dove ieri Orlando ha detto che “non applicherà la legge”. Salvini: “ne risponderete in tribunale”. Pizzarotti: “Atto amministrativo non può sospendere legge dello Stato”.

Nardella: “Firenze città della legalità e accoglienza”

Il sindaco di Firenze Dario Nardella si accoda al suo collega palermitano Leoluca Orlando e non applicherà il decreto sicurezza. “Firenze non si piegherà al ricatto contenuto (riferendosi al decreto sicurezza ndr. ), che espelle migranti richiedenti asilo e senza rimpatriarli li getta in mezzo alle strade. Il fatto grave del decreto è che individua un problema ma non trova una soluzione – ha spiegato Nardella – .Ci rimboccheremo le maniche perché Firenze è città della legalità e dell’accoglienza. Quindi in modo legale troveremo una soluzione per questi migranti, fino a quando non sarà lo Stato in via definitiva a trovare quella più appropriata. Il governo non sta facendo i rimpatri che aveva promesso di fare. Come Comune ci prenderemo l’impegno di non lasciare nessuno in mezzo alla strada, anche se questo comporterà per noi un sacrificio in termini di risorse economiche”.

“Non possiamo assistere a questo scempio”

Il sindaco di Firenze ha continuato dicendo che: “Non possiamo permetterci di assistere a questo scempio umanitario. Riteniamo che molti di questi migranti siano persone animate da buonissime intenzioni, che vogliono fare qualcosa di positivo per questo paese e che magari potrebbero essere integrate in modo corretto. Siamo già a lavoro. Abbiamo deciso di aprire un tavolo con tutto il mondo del terzo settore, del volontariato, del privato sociale, che già rappresenta un protagonista fondamentale in tutto quello che è il processo di governo dei flussi dei migranti”.

De Magistris: “C’è un precedente”

Si accoda anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Da quando amministriamo Napoli abbiamo sempre e solo interpretato le leggi ordinarie in maniera costituzionalmente orientata. Noi continueremo a concedere la residenza – ha detto il primo cittadino partenopeo – .Non c’è bisogno di un ordine del sindaco o di una delibera. In questa amministrazione c’è il valore condiviso di interpretare le leggi in maniera costituzionalmente orientata. Là dove c’è un dubbio giuridico, un’interpretazione distorta o una volontà politica nazionale che tende invece a violare le leggi costituzionali o a discriminare in base a un motivo di tipo razziale, noi non possiamo che andare in direzione completamente opposta rispetto a questo diktat proveniente da Roma“.

“Già anni fa – ha ricordato il sindaco di Napoli – quando con una legge ordinaria ci volevano far chiudere le scuole e non assumere le maestre, nella vicenda del piccolo Ruben, figlio di due donne. A lui non volevano concedere la registrazione all’anagrafe e in relazione agli esiti del referendum sull’acqua pubblica“.

I dubbi di Pizzarotti

Il sindaco di Parma fa invece sorgere dei dubbi sulla validità degli atti amministrativi del sindaco Orlando contro l’applicazione del decreto sicurezza. “I funzionari applicano le leggi  e oggi le leggi prevedono questo. Non si capisce qual è l’atto amministrativo con cui si possa sospendere una legge dello Stato. Bisogna capire qual è il percorso – ha dichiarato Pizzarotti – .Detto questo, quello che pone Orlando è sicuramente un tema che va affrontato, anche come Anci. Il problema determinato dal decreto sicurezza ricade su tutti”.

Salvini ai dissidenti: “Fate il vostro lavoro o dimettetevi”

Il ministro degli Interni Matteo Salvini ai microfoni di Radio 1 Rai ha detto che: “Non farò mai azioni di forza, saranno gli elettori a giudicare l’operato dei sindaci. Ne risponderanno personalmente, legalmente, civilmente (riferendosi ai sindaci dissidenti ndr.perché è una legge dello Stato che mette ordine e mette regole. Sono curioso di capire se rinunceranno anche ai poteri straordinari previsti dal decreto che tanti sindaci hanno apprezzato“. In una diretta Facebook, Salvini ha poi aggiunto: “Io non mollo. Se c’è qualche sindaco che non è d’accordo si dimetta. Non applicate il decreto sicurezza? Fate i sindaci e fate il vostro lavoro”.

L’appello a Salvini del sindaco di Milano Sala

Orlando ha replicato dicendo: “E’ la prova che Salvini non ha capito niente e che viviamo in mondi diversi. Io sto agendo da sindaco”. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala su Facebook scrive un appello al ministro degli Interni: “Ministro Salvini, ci ascolti e riveda il decreto sicurezza, così non va!. “Noi sindaci avevamo richiesto, anche attraverso l’Anci, di ascoltare la nostra opinione su alcuni punti critici” ed è necessario “valutare impatto sociale ed economico” del provvedimento.

Anpi affianco ai sindaci dissidenti

Il presidente dell’Anpi  Carla Nespolo è intervenuta sull’argomento schierandosi affianco dei sindaci che “hanno deciso di sospendere l’attuazione di quelle parti della legge sicurezza e immigrazione inerenti l’attività dei Comuni. La coraggiosa decisione di Orlando e di altri Sindaci di non dare attuazione a tale articolo apre anche sul terreno istituzionale quel percorso di resistenza civile che da tempo Anpi aveva auspicato non contro questo Governo in quanto tale, ma contro i provvedimenti che negassero i fondamentali diritti costituzionali ribaditi dalla Dichiarazione universale dei diritti umani“.

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