Le Regioni contro il decreto sicurezza, si allarga il fronte di protesta

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Le Regioni contro il decreto sicurezza sergio Chiamparino

Oltre il Piemonte, che ha fatto d apri pista anche Umbria, Toscana, Emilia-Romagna sono le regioni contro il decreto sicurezza. Pronto il ricorso alla Consulta per sospetta incostituzionalità. Anche il Lazio potrebbe accodarsi.

Si allarga la schiera dei No

Non è una pioggia di no, ma un diluvio di dubbi sulla legittima costituzionalità del Decreto sicurezza, voluto dal Ministro degli Interni Matteo Salvini. Al Piemonte, che per primo, tra le Regioni italiane, ha posto il problema dopo il no secco del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, si accodano Umbria, Emilia- Romagna e Toscana.

Chiamparino: “Esistono le condizioni giuridiche per il ricorso”

Dopo qualche giorno di studio da parte dei legali della Regione Piemonte, il presidente Sergio Chiamparino ha rorrto gli indugi e ai microfoni di SkyTg24 ha annunciato che: “Ho avuto conferma dalla nostra avvocatura – dice – che su questo si sta anche confrontando con i colleghi della Regione Toscana, che esistono le condizioni giuridiche per il ricorso alla Consulta perché il decreto impedendo il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrà ripercussioni sulla gestione dei servizi sanitari e assistenziali di nostra competenza“.

Umbria Si accoda al ricorso, Il Lazio valuta

Secondo la giunta della Regione Umbria il Decreto Sicurezza presenterebbe dei palesi tratti di “incostituzionalità che vanno ad impattare su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale e politiche attive del lavoro e l’edilizia residenziale pubblica”. Segue il Lazio che potrebbe aggiungersi alla lista dei “dubbiosi”. Il governatore Zingaretti ha dato alle Asl la direttiva di non interrompere l’assistenza sanitaria a nessuno indipendentemente dalle sue condizioni socio-economiche’.

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