L’Espresso, giornalista e fotografo aggrediti da fascisti a Roma

1
122
L'espresso giornalista e fotografo aggrediti da fascisti

L’Espresso aveva inviato un giornalista ed un fotografo per seguire una commemorazione, ma sono stati aggrediti da fascisti.

Aggressione fascista al Verano

Vergognoso, scandaloso l’atto criminale perpetrato oggi a danno di due colleghi de L’Espresso, che si erano recati al cimitero di Verano a Roma per seguire una commemorazione. Vi sono uomini, purtroppo, che non hanno rispetto per chi compie ogni giorno il proprio lavoro, quello di informare al meglio delle proprie competenze e con il rispetto della verità dei fatti e delle persone. Per mano loro sono stati selvaggiamente aggrediti il cronista del L’Espresso Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti. Tra gli aggressori il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, in regime di sorveglianza speciale e quindi presente alla commemorazione illegalmente.

Commemoravano i morti del 1978

I neofascisti si erano dati appuntamento davanti al loro monumento ai caduti. Alle 14.30 erano presenti esponenti e militanti di Avanguardia Nazionale insieme a Forza Nuova e Fiamme Nere. La riunione era per commemorare “tutti i camerati assassinati sulla via dell’onore”. Un  riferimento anche alle vittime dell’Acca Laurentina del 7 gennaio 1978: Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, del Movimento Sociale Italiano.

I fatti al cimitero del Verano

Come riportato dalla redazione del L’Espresso “Dopo il “presente” di rito dei camerati al Mausoleo alcuni esponenti dell’estrema destra si sono avvicinati a Marchetti. Con spinte e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica. L’hanno ottenuta ma non contenti, gli hanno chiesto il documento per identificarlo, senza che le forze dell’ordine intervenissero”. Al grido “L’Espresso è peggio delle guardie», un altro gruppo ha accerchiato il nostro giornalista Federico Marconi. Tra questi il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia sorvegliato speciale“. Dalla redazione del L’Espresso commentano che probabilmente la vera ragione dell’aggressione sia stata la presenza di Castellino, di cui, ovviamente, L’Espresso avrebbe documentato la presenza nei luoghi della commemorazione.

Le parole di Salvini

Vi sono stati spintoni calci e schiaffi ai giornalisti. A Bingonzetti sono stati sottratti celluare ed effetti personali, ritornati solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Dal cellulare sono stati cancellati tutti i dati e le foto della giornata. Dopo parecchie ore il ministro degli Interni Matteo Salvini ha commentato il fatto dicendo: “Il posto giusto per chi mena le mani è la galera. Cercheremo di capire perché uno di loro, che è sottoposto a un regime di sorveglianza speciale, era in libertà“.

La replica de L’Espresso

La reazione del L’Espresso alle parole del ministro è stata immediata. “Non ci accontentiamo, non ci possiamo accontentare. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è intervenuto per commentare l’aggressione fascista ai nostri giornalisti Federico Marconi e Paolo Marchetti solo alcune ore dopo e soltanto perché sollecitato dalle domande di un cronista“.

Ai colleghi e alla redazione del L’Espresso va la nostra solidarietà.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

 

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui