Cesare Battisti la sua storia criminale e latitanza tradita dalla sua voglia di pizza

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Cesare Battisti

Nato  il 18 dicembre del 1954 a Cisterna di Latina in una famiglia con tradizioni comuniste, Cesare Battisti ebbe fin da ragazzo le attenzioni delle forze dell’ordine, da qui l’inizio della sua storia criminale.

Dalle rapine a Frascati alla conoscenza di Cavallina

La polizia lo arrestò nel 1972 per una rapina a Frascati. Due anni dopo, nel 1974, fu arrestato per aver partecipato ad una rapina con sequestro di persona a Sabaudia. Per questo reato fu condannato ma non scontò mai la pena. Mentre prestava il servizio militare aggredì un sottufficiale dell’esercito. Per questo fu rinchiuso nel carcere di Udine. Questo fatto cambiò la sua vita, infatti in cella conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Proletari armati per il Comunismo.

I reati come terrorista

Trasferitosi a Milano, con il gruppo eversivo compì parecchie rapine in banca e nei supermercati e successivamente a dei commercianti. Queste azioni dal terrorista sono state sempre definite come “espropri proletari”. Si unì a Lotta armata, che lasciò, a detta sua, disgustato dopo l’omicidio dell’onorevole Aldo Moro, per opera delle Brigate Rosse. Battisti, come da lui sempre sostenuto, lasciò i Pac dopo l’omicidio di Santoro, di cui l’ex terrorista si  è sempre dichiarato innocente. Questo perché Battisti era in disaccordo con l’utilizzo delle armi per offendere, ma solo per difesa, dopo i fatti dell’omicidio di Moro. Secondo invece quanto è emerso dai processi, Battisti sarebbe rimasto con i Pac fino al 1979, avendo anche un ruolo nell’omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani.

Dall’evasione dal carcere di Frosinone alla cattura in Bolivia

Il 4 ottobre del 1981, con l’aiuto di due compagni che si travestirono da carabinieri, Battista  riuscì a evadere dal carcere di Frosinone, dove stava scontando la pena. Si rifugia a Parigi dove ha vissuto per circa un anno da clandestino. Fugge in Messico e si trasferisce a Puerto Escondido. Nel 1990 torna in Francia. Arrestato fu dichiarato non estradabbile. Infatti la politica di Mitterrand, era a favore della protezione dei latitanti per motivi politici. Quando con Chirac il vento in Francia favore cambiò, l’ex terrorista riuscì a fuggire in Brasile dove gli è stato riconosciuto l’asilo politico. Da la fuga il Bolivia per il cambio di pensiero del neo presidente brasiliano Bolsonaro. L’arresto in strada con pochi spiccioli addosso e forse tradito dal desiderio di mangiare una pizza.

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