Giustizia per Giovannina, la cagnolina uccisa a Capodanno

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Giustizia giovannina la cognolina uccisa a capodanno

Il popolo del web vuole giustizia e chiede di sapere chi ha ucciso a Capodanno Giovannina la cagnolina mascotte di San Martino Valle Caudina.

Viveva per strada. Adottata nel quartiere

Da quando era deceduta la padrona, Giovannina era finita per strada, ma lì aveva trovato l’affetto di un intero paese. La cagnolina di 15 anni viveva in un buco del muro, non si è allontanata dai luoghi dove era abituata a stare. A San Martino Valle Caudina in provincia di Benevento, tutti le volevano bene e nel quartiere era stata adottata. A chi passava, Giovannina scodinzolava e faceva le feste.

Una ferocia senza senso

Qualcuno, la sera di Capodanno ha però, senza motivo, deciso di spezzare il suo sogno, la sua vita. Alcune persone scendono da un’auto senza targa si avvicinano a Giovannina e le sparano. La cagnolina rimane per 6 ore agonizzante e poi muore.

Il primo appello

L’associazione Mabello Protezione Animali Onlus, tramite la piattaforma Facebook scrive un messaggio solidale: “Ci stringiamo nel dolore di quanti l’hanno amata, e sperando nella giustizia e in un processo per omicidio, si costituirà parte civile, ci auguriamo che il Sindaco e tutta l’amministrazione SanMartinese facciano altrettanto, Giovannina essendo un’anima vagante apparteneva come dice la legge, al Sindaco oltre che a tutti noi. Confidiamo nel buon senso e nella giustizia“. 

L’appello del Web

Il web non ci sta e attraverso una petizione lanciata sulla piattaforma Change.org da Luisa Fenoglio lancia una petizione e subito raccoglie più di 41 mila firme. “Vi chiedo di firmare questa petizione perché giustizia sia fatta, perché queste persone sono pericolose per la comunità e non devono rimanere impunite” si legge nel testo pubblicato. L’appello si rivolge al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Firmiamola perché noi non abbiamo paura di ritorsioni, perché dobbiamo dare una mano a chi vive nell’omertà e non può farlo”.
Per firmare la petizione clicca qui
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