Migranti, affonda barcone, secondo superstiti con 120 persone

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Immagine di repertorio

Al largo delle coste della Libia affonda dopo 11 ore di navigazione un barcone, che da quanto riferito dai tre superstiti era con 120 persone a bordo.

I morti in mare secondo Oim

A raccontare dell’accaduto è il portavoce dell’Oim, Flavio Di Giacomo. Ha riferito che l’imbarcazione partita dalla Libia ha cominciato ad “imbarcare acqua e ad affondare”. Tra i dispersi, da quanto riferito da Di Giacomo anche 10 donne di cui una incinta, due bambini, di cui uno di 2 mesi.

Guardia Costiera: “Tre superstiti”

In una nota la Guardia Costiera italiana ha spiegato che “l’operazione, sotto il coordinamento libico, si è conclusa nella notte di ieri dopo l’intervento di un elicottero della Marina Militare italiana, che ha tratto in salvo tre naufraghi; una nave mercantile dirottata dai libici, giunta in zona, ha effettuato un’attività di ricerca non trovando alcuna traccia del gommone“.

Migranti senza giubbotti di salvataggio

Secondo quanto riferito da Ansa che cita fonti dei soccorritori al bordo del gommone i migranti non indossavano giubbotti di salvataggio. I tre soli sopravvissuti sono riusciti a salire in una zattera gonfiabile lanciata in mare da un velivolo dell’Aeronautica. Il numero dei morti è però incerto. I 3 superstiti riferiscono all’Oim che sul gommone erano in 120, mentre fonti libiche asseriscono che il natante aveva a bordo 50 migranti. Al loro arrivo i soccorritori hanno visto solo 20 persone e il gommone semi affondato.

Sea Wacht: Roma silente

Secondo Sea Wacht durante le fasi di salvataggio “Roma rifiuta di dare info e comunica che la Libia è responsabile per il caso; tuttavia la comunicazione con gli ufficiali libici risulta impossibile”. Alle 19.34, “non avendo informazioni” sul soccorso in corso, la Sea Watch 3 ha deciso di virare rotta “verso la posizione del naufragio. Qui “Nel buio della notte – scrivono dalla Ong – abbiamo rinvenuto solo 2 zattere lanciate ore prima da un aereo della Marina Militare“.

La Guardia Costiera: “Seguito il protocollo”

La Guardia Costiera italiana in risposta ha reso noto che “acquisita la notizia di un gommone semi-sommerso con migranti a bordo” è stato “immediatamente verificato che la Guardia costiera libica fosse a conoscenza dell’evento in corso all’interno della sua area di responsabilità Sar, assicurando alla stessa la massima collaborazione”. Secondo la Guardia Costiera italiana dalla Libia è stato dirottato nella zona del naufragio un mercantile che però non ha trovato nessuna traccia del gommone.

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