Scuola, scende la percentuale di iscritti. In Sardegna e Sicilia più del 20%

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I giovani di età compresa tra i 18 e 24 anni non credono nell’istruzione, questo è il dato Istat secondo cui in questa fascia di età scende la percentuale di iscritti a scuola e alle Università. In Sardegna e Sicilia i dati superano il 20%.

Meno iscritti a scuola

La dispersione scolastica è in aumento. A comunicare il dato è stata l’Istat nel suo ultimo rapporto sul benessere equo sostenibile in Italia. Questo suona come un allarme per il governo che è pronto a rispondere con 2 mila nuove assunzioni di insegnanti, così com è stato previsto dalla manovra economica 2019. Secondo il rapporto dell’Istat il 14% dei giovani tra i 18-24 anni è uscito dal sistema d’istruzione e formazione rispetto al 13,8% precedente. Questi numeri rappresentano la prima inversione di tendenza negli ultimi 10 anni.

In Sardegna e Sicilia i numeri peggiori

A superare in peggio i dati del Bel Paese sono Malta (17,7%), la Romania (18,1%) e la Spagna (18,3%). Nel rapporto, inoltre, si apprende che le persone di 30-34 anni che hanno completato un’istruzione terziaria (università e altri percorsi equivalenti) sono state il 26,9%, una percentuale ancora distante dalla media europea (39,9%). Tra i Paesi Ue soltanto in Romania il valore è inferiore (26,3%). I possessori di un diploma tra i 25 e i 64 anni sono il 60,9%. La media europea è il 77,5%. Peggio dell’Italia solo Spagna (59,1%), Malta (51,1%) e Portogallo (48%). I numeri peggiori sono in Sicilia (20,9%) e Sardegna(21,2%). Nel confronto con il 2010, a fronte di un quadro complessivamente in miglioramento, si segnala il peggioramento di tre indicatori: la partecipazione alla scuola dell’infanzia; la partecipazione culturale; la quota di giovani che non lavorano e non studiano.

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