Germania lascia temporaneamente la missione Sophia. Effetto Aquisgrana

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Fonte TPI

La Germania lascia, dicono temporaneamente, la missione Sophia. Da Berlino fanno sapere che la decisione è a seguito della linea dura italiana contro i migranti. Salvini: “Li facevano sbarcare da noi. Non è un problema”.

La Germania stoppa la missione Sophia

L’agenzia Ansa, che cita fonti governative tedesche, riporta che lo stop alla missione Sophia da parte della Germania è solo temporanea; nel quartier generale della missione saranno sempre presenti gli uomini. Questo è la risposta tedesca alla stampa dopo la decisione dello stop a seguito della linea dura italiana contro i migranti. Da Berlino fanno sapere che “Se la decisione sarà rivista, Nave Berlin sarà davanti le coste libiche nell’arco di 15 giorni”.

Cosa è la missione Sophia

La missione Sophia venne istituita il 18 maggio del 2015 e iniziata nel giugno dello stesso anno. Lo scopo è stato spiegato dallo stesso presidente della commissione Europea Junker, che la definì come un contributo fondamentale alla lotta contro l’instabilità nella regione mediterranea e come un modo per ridurre la perdita di vite umane in mare e aumentare la sicurezza dei cittadini europei. L’operazione Sophia succedette alle italiana Mare Nostrum e Triton dell’Agenzia Frontex.

Le critiche mosse dalla Germania all’Italia sono quelle di tenere la linea dura. Questa è sfociata ieri con la collaborazione tra l’Italia e la Guardia Costiera libica che ha fatto si che 393 migranti ritornassero nei porti libici.

Risposta immediata del vicepremier Matteo Salvini. “La missione Sophia aveva come mandato di far sbarcare tutti gli immigrati solo in Italia e così ha fatto, con 50.000 arrivi nel nostro Paese. Se qualcuno si fa da parte, per noi non è certo un problema” dice il ministro dell’Interno.

Le accuse italiane di colonialismo pesano nel ritiro

La situazione potrebbe, però essere legata alle accuse di Di Maio, Salvini, Di Battista e Meloni di neocolonialismo francese in Africa. Secondo le accuse degli esponenti politici italiani, con la moneta coloniale francese stampata in 14 paesi africani, i Transalpini terrebbero in scacco le popolazioni locali. Secondo le accuse specifiche di Di Maio, questo favorirebbe l’emigrazione in Europa. Giorgia Meloni a Che Tempo che Fa, ha detto che era arrivato il momento di “liberare l’Africa, terra ricca di risorse, dagli europei”, riferendosi poi alla Francia che dai paesi africani prende Uranio a “costo zero per le sue centrali nucleari” e dal Burkina Faso l’oro.

Gli equilibri con Merkel dalla sconfitta in Baviera alla firma di Aquisgrana

In questo contesto è arrivata la firma ad Aquisgrana del patto franco-tedesco. Un rinsaldamento delle posizioni e di mutuo aiuto e comunione d’intenti tra i due paesi in materia di economia, trattati internazionali, politica estera, difesa e di rapporti commerciali. In più è stato saldato il patto antipopulismo. Coincidenza vuole che dopo che la Merkel e Macron (attaccato anche trasversalmente da Di Maio con il suo sostegno ai gilet gialli, che lo vogliono dimissionario) firmano il trattato, arriva la decisione da parte tedesca di sospendere il loro contributo alla missione Sophia. Missione a cui l’Italia tiene molto, specie con Salvini, perché da sempre in prima linea. Un quadro di equilibri che, da un punto di vista generale, risulta abbastanza complesso e delicato, soprattutto in vista delle elezioni politiche e delle batoste della Cdu (partito della Merkel), in Baviera. Mai dar e per morta la Merkel quindi. Chi, tra i suoi detrattori, ha  creduto alle sue parole remissive all’Ue ha forse festeggiato troppo presto.

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