Caso Sea Wacht Corte Strasburgo: “Cure si, sbarco no”

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Sul caso Sea Wacht è intervenuta la Corte di Strasburgo sui diritti umani. Questa ha ordinato all’Italia di prestare le cure necessarie ai migranti.

La Corte di Strasburgo su caso Sea Wacht

Il governo italiano esce vincitore davanti la Corte di Strasburgo, davanti la quale era stata portato. I ricorrenti si erano rivolti alla Corte europea dei diritti dell’uomo per far si che questa ordinasse all’Italia di fare sbarcare i 47 migranti a bordo della nave Sea wacht 3, battente bandiera olandese e di proprietà di una ong tedesca.

“Cure si sbarco no”

La corte di Strasburgo non ha accolto la richiesta dei ricorrenti di ordinare all’Italia lo sbarco dei 47 migranti a bordo dell’imbarcazione ancorata nella rada di Santa Panagia, poco a nord di Siracusa. Ha altresì chiesto all‘Italia di “prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per assicurare ai ricorrenti cure mediche adeguate, cibo e acqua“. Questo nei fatti sta avvenendo, visto che vicino all’imbarcazione Sea Wacht vi sono delle navi della Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, che già hanno portato bevande e cibo.

La Corte di Strasburgo sul comportamento da tenere per i 13 minori presenti a bordo. Riguardo a questo ha chiesto all’Italia di garantire loro una adeguata tutela legale.

Macron: “Le ong rispettino le regole”

Sulla questione Sea Wacht era intervenuto anche anche il presidente francese Emmanuel Macron, il quale a Cipro ne ha parlato con Conte. “Bisogna applicare tre principi – ha detto il presidente francese – ed il principio dello sbarco nel porto più vicino, cioè l’Italia, il principio della distribuzione dell’onere”, dal quale la Francia non si è mai sottratta, “e infine il diritto, ovvero dobbiamo fare in modo che le ong rispettino le regole“.

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