Catania, Pubbliservizi cassa integrazione soft in una Italia in recessione

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Parte la cassa integrazione della Pubbliservizi. Sarà a rotazione in tutti i reparti dell’azienda garantendo i servizi essenziali.

Una rotazione mantenendo i servizi essenziali

A spiegare il piano di risanamento aziendale è l’amministratore straordinario di PubbliserviziMaria Virgilia Perazzoli. “La mia cassa integrazione straordinaria durerà due anni come termine indicativo“, comincia l’avvocato. “È basata su una rotazione di 15 giorni che riguarderà 70 persone a rotazione. Siamo in una fase sperimentale, che aggiusteremo strada facendo, poiché non sappiamo se possiamo reggere le attività con così tanto personale in cassa integrazione. Alcune persone sono su base volontaria gli altri saranno a rotazione trai i dipendenti di tutti settori dell’azienda, dalla manutenzione stradale agli uffici. Dobbiamo rispettare le esigenze dei servizi essenziali ovviamente”. Per esempio da chi fa servizio sull’Etna e chi ha la patente speciale non si può prendere nessuno, vista la neve. Al contrario dagli uffici e dal servizio custodia“.

Smentisco, pertanto, chi dice che la cassa integrazione riguarderà solo alcuni settori, perché ciò non è vero. – ha dichiarato Perazzoli – I termini sono  che in circa 3 mesi un lavoratore andrà in cassa integrazione solo per 15 giorni. Gli stipendi sono stati pagati oggi, e i lavoratori non hanno nessuna mensilità arretrata“.

Il contratto con la Città metropolitana e la Vit

Sul contratto con la Città metropolitana, il commissario ha specificato che la parte a canone serve solo per pagare le 12 mensilità, sono escluse la tredicesima e la quattordicesima e le spese. Anche se queste spese la Città metropolitana le restituisce dopo 6 mesi. La seconda voce cioè i lavori eseguiti a misura, l’Azienda arriva a perdere fino a 700mila euro l’anno. “Per questo è da rivedere – ha spiegato Perazzoli – .Però possiamo eseguire dei lavori, fino ad un 20% del fatturato totale, per altri committenti, che possono essere per esempio dei comuni, questione che stiamo rivalutando. Siamo partiti intanto con la Vit (Verifica impianti termici) in tutta la provincia e i comuni“.

Il debito aziendale, così come spiegato dall’amministratore straordinario, verrà quantificato in via giudiziale e il 14 maggio vi sarà una verifica dei crediti.

La situazione però è poco chiara ai lavoratori, che a detta di Lucia Inzirillo, segretaria provinciale Confali dovranno vivere con un stipendio irrisorio.

Quanto in meno in busta paga

Facciamo i conti. Da quanto spiegatoci da esponenti del sindacato Fisascat Cisl la decurtazione dello stipendio sarebbe del 20% relativo ai giorni di cassa integrazione, durante i quali il lavoratore resta a casa. Facendo noi dei conti con i numeri che ci ha prospettato l’amministratore straordinario, di 15 giorni di cassa integrazione in 3 mesi, un lavoratore perderebbe su base mensile circa il 3%.

Questi sembrerebbero numeri “soft”, considerando i vari problemi sul territorio, come in primis il dissesto del Comune di Catania e un paese in recessione tecnica per i dati Pil negativi negli ultimi due trimestri del 2018. Paese in attesa di una riscossa annunciata dal governo gialloverde convinto che le novità introdotte nella manovra economica, la Quota 100 e il Reddito di cittadinanza non tarderanno a produrre gli effettui sperati.

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