Si alza il rischio nucleare, Usa lasciano trattato sulle armi atomiche

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Il presidente Donald Trump lo aveva preannunciato fine a fine ottobre ed oggi è arrivata l'ufficialità che gli Usa lasciano trattato Inf sulle armi nucleari. Ad darne notizia il segretario di stato americano Mike Pompeo.

Il presidente Donald Trump lo aveva preannunciato fine a fine ottobre ed oggi è arrivata l’ufficialità che gli Usa lasciano trattato Inf sulle armi nucleari. Ad darne notizia il segretario di stato americano Mike Pompeo.

La motivazione da parte Usa

La motivazione dichiarata dallo stesso Mike Pompeo è che la “Russia ha violato per anni senza scrupoli il trattato sulle armi nucleari e non ha mostrato alcun serio impegno nel volerlo rispettare“, ha detto Pompeo motivando la decisione.

La risposta russa all’uscita dal trattato Inf

Uscendo dal trattato gli Usa ora possono puntare in Europa 48 missili da crociera verso la Russia centrale e la capitale Mosca. Il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov, ha anche sottolineato come gli Usa, potrebbero addirittura “schierare immediatamente 24 missili Tomahawk nucleari“. Per questo, come spiegato da Ryabkov in Russia si stanno già prendendo le dovute misure atte a garantire la sicurezza nazionale.

I timori tedeschi

Secondo il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas “senza il trattato ci sarà meno sicurezza. Non abbiamo bisogno di un dibattito sul riarmo ma di un controllo comprensivo sugli armamenti. Purtroppo la Russia non è pronta a ristabilire la fedeltà al trattato“.

Cosa prevedeva il trattato Inf

Furono il presidente Usa Ronald Reagan e da quello dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbacev a firmare il trattato Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, più conosciuto come Inf. Le due super potenze atomiche trovarono l’intesa durante un vertice a Washington e apposero la firma l’8 dicembre del 1987. Il trattato Inf prevedeva che entro tre anni tutti i missili di portata compresa tra i 500 e i 5500 km di gittata fossero distrutti. Tutti ad eccezione di quelli appartenenti alle dotazioni nucleari nazionali di Francia e Gran Bretagna. Nei fatti solamente il 4% degli armamenti disponibili nel modo andava distrutto.

Il limite dei missili a corto raggio

La distruzione dei missili doveva essere poi verificata attraverso delle ispezioni, che sono state regolamentate attraverso un allegato al trattato stesso. Un grosso limite, che non fu superato dal trattato era quello della non distruzione dei missili con portata inferiore ai 500 km. Ciò consentiva potenziali attacchi nucleari tra i paesi confinanti dell’allora confine tra est e ovest, rappresentata dalla Cortina di ferro.

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