Trapani, arrestato il vicesindaco di Erice per corruzione e abuso d’ufficio

0
891
Trapani, arrestato il vicesindaco di Erice per corruzione e abuso d'ufficio

Giornata piena di dubbi per i cittadini del comune di Erice, in provincia di Trapani, qui i carabinieri del nucleo investigativo di Trapani hanno eseguito un’istanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il vicesindaco e assessore Salvatore Angelo Catalano. Catalano è stato arrestato con l’accusa di corruzione e abuso d’ufficio.

Arrestato il vicesindaco di Erice

La notizia è stata confermata dalla stampa locale e dalla sezione web dell’agenzia di stampa Ansa. Nel corso delle ultime ore è stato fermato e messo agli arresti domiciliari il vicesindaco di Erice, Salvatore Angelo Catalano, con l’accusa di corruzione e abuso d’ufficio. Ad emettere il provvedimento è stato il Gip del Tribunale di Trapani, su richiesta della procura della Repubblica.

Le indagini che hanno permesso di far luce sull’accaduto sono cominciate nel giugno 2018, mentre i reati contestati sarebbero stati commessi tra il 2016 e il 2016. Nel sito dell’Ansa è possibile leggere che si tratta “di uno dei filoni d’indagine su cui sta lavorando la Procura, che ha passato a setaccio, appalti e affidamenti diretti di opere pubbliche“.

Vicesindaco accusato di corruzione e abuso d’ufficio

Nel comunicato stampa dei carabinieri, pubblicato da Tp24.it, è possibile leggere:

Alle prime luci dell’alba di questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, hanno tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura delle Repubblica, Salvatore Angelo Catalano, assessore e Vicesindaco del Comune di Erice (TP), per le ipotesi di reato di corruzione e abuso d’ufficio. Le indagini hanno permesso di accertare, come afferma il GIP nel provvedimento, “una pluralità d’illeciti attuati dal Catalano, con spregiudicatezza e disprezzo verso l’amministrazione d’appartenenza, derivante dal fatto che, essendo ormai abituato al potere ed a servirsi del proprio ruolo, ha realizzato interessi personali e privati, ritenendosi al di sopra della legge, tanto da non temere verifiche e controlli”. In tali condotte illecite, ricorrendo all’inganno e mettendo in secondo piano il pubblico interesse, in concorso con taluni appartenenti all’amministrazione comunale ericina, nonché alcuni consiglieri comunali, Catalano manipolava imprenditori che, pur di accaparrarsi appalti per conto dell’amministrazione, distoglievano risorse pubbliche per gli interessi personali del Catalano o per quelli di taluni consiglieri comunali vicini allo stesso. Le indagini hanno permesso di rilevare, tra l’altro, che taluni imprenditori, a discapito di altri, erano soliti aggiudicarsi direttamente lavori pubblici con assegnazione diretta, giustificata da una situazione di disagio e d’urgenza, artatamente predisposta per l’occasione.
In particolare Catalano, abusando della sua funzione, esercitava pressioni sul dirigente del settore lavori pubblici al fine di far aggiudicare i lavori di manutenzione della rete di illuminazione pubblica ad un’impresa, dallo stesso sponsorizzata, in spregio ai doveri di imparzialità e buona amministrazione e al principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti. In un’altra occasione, Catalano, su istigazione di un consigliere comunale, violando i suoi doveri d’imparzialità e buona amministrazione ed invadendo la competenza dei dirigenti amministrativi, esercitava poteri che non gli competevano, dando disposizioni ad un imprenditore titolare di un’impresa, che stava eseguendo lavori per l’amministrazione ericina in tutt’altra zona del territorio comunale, di interrompere quei lavori e realizzare opere di abbattimento di una barriera architettonica presente nello spazio di marciapiede antistante il bar di proprietà di un congiunto del predetto consigliere comunale, facendo sostenere l’intero importo al Comune. La contropartita al solerte operato del Catalano era stata poi determinata dal consigliere comunale che, pur avendo un impedimento fisico, era stato immancabilmente chiamato a votare a favore del “piano rifiuti” predisposto in quel periodo dall’amministrazione comunale. Atto questo di particolare valenza politica per la maggioranza di governo dell’Ente.

Catalano espletate le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, con l’utilizzo del braccialetto elettronico, presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui