Tolta la scorta a Sandro Ruotolo, il giornalista minacciato dalla Camorra

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Il Viminale ha deciso di togliere la scorta al giornalista Sandro Ruotolo. A comunicarlo Andrea Orlando, ex Guardiasigilli. La protesta dei grillini guidata dal presidente della commissione Antimafia Nicola Morra.

Il giornalista: “Cerco sempre la verità”

La Fnsi, il sindacato dei giornalisti, si è rivolta al premier Giuseppe Conte, chiedendo di rivedere la decisione: “Levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni“. Sandro Ruotolo ha commentato dicendo: “Solo così riesco a fare il giornalista. Stare sui territori, raccontare, intervistare, cercare la verità. Vorrei continuare a poterlo fare“.

Da cosa scaturisce la revoca della scorta

La decisione, segue la richiesta di verifica da parte del Viminale del leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che il 9 novembre aveva dichiarato di voler ridimensionare le scorte per evitare sprechi e abusi. Questi, aveva detto il capo del Viminale “sono probabilmente dovuti a degli errori di valutazione“.

Le scorte oggi in vigore occupano complessivamente 2.072 unità delle forze dell’ordine: si tratta di 910 poliziotti, 776 carabinieri, 290 finanzieri e 96 operatori della polizia penitenziaria.

Le proteste del M5S

Tra le proteste più incisive quelle del M5S, con a capo il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra che ha detto: “Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro“.

Chi è Sandro Ruotolo

Giornalista dal 1974, inizia a lavorare per “Il Manifesto“. Nel 1980 entra in Rai come corrispondente speciale della Campania. Per 3 stagioni tra il 1996 e il 1999, lavora per Mediaset insieme a Michele Santoro. Rientra in Rai e dal 2017 collabora con il sito d’informazione online Fanpage.it.

Tra le sue trasmissioni televisive più famose ricordiamo: Samarcanda, Il rosso e il nero, Tempo reale, Moby Dick, Circus, Anno Zero, e Servizio Pubblico.

Sua cugina, Silvia Ruotolo è una vittima innocente della Camorra. Nel 2009, ha intervistato Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato nel 992 per associazione mafiosa dopo le dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta. Dopo questa intervista il giornalista viene minacciato di morte. Nel maggio 2015 viene minacciato di morte dal boss dei casalesi Michele Zagaria. Questo perché Ruotolo si stava occupando con delle inchieste del traffico dei rifiuti tossici in Campania.

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