04 Febbraio 2019
Trova tesoro in lire e franchi. La Francia paga, in Italia sono carta straccia
La signora Carla Ferrari, emigrata a Parigi ma di origini italiane, scopre che il padre defunto aveva una cassetta di sicurezza. Al suo interno 3 mila franchi e 800 milioni di lire. In Italia viene a sapere che le lire sono considerate carta straccia. Mentre a Parigi i franchi vengono pagati in Euro a Roma no.
Scopre 3 mila franchi e 800 milioni di lire
La signora Carla Ferrari scopre una cassetta di sicurezza del padre, che era nella filiale parigina di Bnp Paribas. Il suo contenuto consisteva in 3 mila franchi e ben 800 milioni di lire. In Francia le convertono senza problemi i franchi in euro. Per la somma in lire deve andare in Italia. Alla Banca d’Italia le dicono che quei soldi sono come carta straccia e non possono essere più essere convertiti in euro.
In Ue pagano ovunque. In Italia no
Per questo la signora, emigrata in Francia, ma di origini italiane ha trascinato l’istituto di via Nazionale davanti al Tribunale per aver riconosciuto il suo diritto ed avere convertite le lire in euro. La signora, assistita dalle avvocatesse Ilaria Napolitano del Foro di Roma e Annalisa De Angelis del Foro di Ascoli, e con il giudizio ancora in corso, ha scoperto di non essere la sola e che Bankitalia ha in “ostaggio” ben 10 miliardi di vecchie lire, che ritiene non più convertibili. L’Italia, tra i paesi dell’Ue è anche l’unica a non riconoscere la conversone adducendo a vari appigli legali. Per altro una sentenza della Corte Costituzionale ha cancellato una legge scritta da Monti, con la quale si stabiliva l’immediata decadenza del cambio della lira in euro. La prescrizione è invece di 10 anni, dal momento in cui si viene a conoscenza del proprio diritto.
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