Settimane di violenza a Reggio Emilia: 2 sparatorie e 4 veicoli a fuoco

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Confisca beni imprenditori vicini Matteo Messina Denaro

Sono settimane di violenza quelle trascorse a Reggio Emilia dove si sono verificate ben due sparatorie in due note pizzerie del capoluogo e quattro veicoli sono stati incendiati. A cosa è dovuto tutto ciò?

2 sparatorie e 4 veicoli a fuoco: i fatti

Nell’arco di due settimane Reggio Emilia è stata colpita diverse volte. Innanzitutto, sono due le pizzerie vittime di una vera e propria sparatoria e bigliettini con minacce ai loro gestori. In più, anche tre automobili e un furgone sono stati bruciati con benzina all’interno dei veicoli dopo aver rotto i finestrini.

Il maxi processo Aemilia

Reggio Emilia è la città dove si è svolto, ad ottobre scorso, il primo maxi processo alla ‘ndrangheta del Nord Italia. Al termine di questo, il collaboratore di giustizia Antonio Valerio aveva detto alla corte: “A Reggio Emilia siete tutti sotto scacco. Non illudiamoci che elimineremo la cosca con le condanne, perché altri fuori si stanno riorganizzando con mezzi e metodi diversi. Dovranno sparare se vogliono il comando, come abbiamo fatto noi cutresi nel Novanta“. La cosa che più fa riflettere dopo queste settimane di violenza a Reggio Emilia è che sono quattro episodi che si sono svolti tutti in zone riconducibili ad alcuni dei principali imputati del processo Aemilia.

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Fonte Foto: ilfattoquotidiano.it

I luoghi emiliani delle due settimane di violenza

Il primo episodio si è verificato tra il 31 gennaio e l’1 febbraio, in cui la pizzeria La Perla a Cadelbosco Sopra è stata vittima di ben 6 colpi di pistola a vetri e finestre. Il luogo, tra l’altro, è quello dove si trova la residenza di nomi importanti del processo che tenevano i conti alla filiale del Monte Paschi di Siena, incontrando amici e altri alla chiesa della Beata Vergine Addolorata. Tutti e due i luoghi si trovano vicinissimi alla pizzeria vittima di violenza, il cui titolare è Pasquale Calabrese, con origini salernitane.

Quarantotto ore dopo, la violenza si è concentrata su tre auto e un furgone, incendiati in un parcheggio vicino ad alcuni capi della cosca di Reggio Emilia, come Romolo Villirillo. L’episodio, infatti, è avvenuto anche davanti l’abitazione di Davide Arabia, di origini calabresi, accusato di usura ma non rinviato a giudizio per l’aggravante mafiosa.

Per ultima, la notte del 7 febbraio, la Pizzeria Piedigrotta 3 è stata vittima dell’ennesima sparatoria e i titolari sono di origini siciliane.

Gli accertamenti sul caso

Che collegamento c’è con le due sparatorie e i veicoli incendiati? Gli accertamenti sul caso sono ancora in corso, ma non è esclusa la pista criminale e l’avviamento, dunque, di indagini mirate. Questa nuova ondata di violenza avviene, tra le altre cose, nei giorni antecedenti al nuovo processo che inizierà lunedì 11 febbraio davanti alla corte d’Assise di Reggio Emilia per gli omicidi di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggiero, avvenuti nel lontano 1992. Da quel momento iniziò l’ascesa di Nicolino Grande Aracri a dirigere la ‘ndrangheta in Emilia e oggi la cosca è segnata dalle condanne del maxi processo.

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