Immigrazione clandestina, inibiti presidente e Ad Spezia Calcio

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Immigrazione clandestina inibiti spezia calcio

Il presidente e l’Ad dello Spezia, Calcio Stefano Chisoli e Luigi Micheli, sono stati inibiti insieme al presidente della società dilettantistica Valdivara per aver fatto restare in Italia dei minorenni Nigeriani violando le leggi sull’immigrazione clandestina.

Come facevano arrivare i giovani in Italia

Il provvedimento cautelare d’inibizione è stato notificato dalla Squadra Mobile di La Spezia. Gli inquirenti dopo aver eseguito delle perquisizioni nelle sedi dello Spezia calcio, Cinque Terre e di altri soggetti vicini alle società hanno ricostruito i fatti. Dei minori nigeriani venivano selezionati ed indicati come calcisticamente più promettenti. Quindi veniva formalizzata e ottenuta dall’ambasciata italiana in Nigeria l’autorizzazione all’espatrio e i vertici si sarebbero impegnati a far rientrare i ragazzi in patria al termine degli eventi sportivi.

Partecipavano al Torneo di Viareggio

I giovani, trasferiti e mantenuti in Italia sempre a spese della società ligure in occasione di eventi come il torneo di Viareggio, venivano fatti risultare come ‘minori non accompagnati’ e prima della scadenza del visto temporaneo, nonostante i baby calciatori fossero già stati formalmente affidati a un tutore legale della scuola calcio di Abuja, venivano affidati a altri soggetti legati indirettamente allo Spezia Calcio che ottenevano un decreto di nomina a tutorePer ottenere il rilascio del visto di ingresso per soggiorno temporaneo i minori venivano iscritti a scuola che di fatto non avrebbero mai frequentato.

Venivano poi venduti per ricavare pluvalenze

Secondo gli inquirenti a essere aggirate non sarebbero state solo le norme sull’immigrazione ma anche quelle della Fifa che impediscono alle società professionistiche di tesserare giocatori minorenni provenienti dall’estero ma che ammettono eccezioni per quelle dilettantistiche: in questo caso, sarebbero stati operati tesseramenti fittizi di baby calciatori presso squadre dilettantistiche, in attesa del compimento della maggiore età e in vista del successivo tesseramento allo Spezia Calcio. Un metodo che secondo gli inquirenti garantirebbe alla società professionistica di ricavare importanti plusvalenze, con la successiva cessione di calciatori a importanti club professionistici.

Ad essere stati interessati, una decina di giocatori del Valdivara il cui tesseramento è avvenuto dopo un lungo braccio di ferro tra la società dilettantistica e la Federazione. Di questi, tre giovani provenivano dal dall’Accademia di Abuja, con la cui maglia avevano disputato le edizioni 2016 e 2017 del Torneo di Viareggio, ed erano stati tesserati appena diciottenni, alla fine del novembre 2017.

La posizione del Tribunale Federale

Nel marzo scorso il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Tesseramenti aveva dichiarato nullo il trasferimento dei tre calciatori, decisione questa ribaltata un mese più tardi dalla Corte Federale Nazionale d’Appello, con il Tribunale federale che nel luglio successivo nell’ambito del procedimento disciplinare aveva prosciolto il presidente e la società sportiva ma aveva squalificato fino alla fine del 2018 i tre calciatori.

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