Usb Scuola giorno 15 manifestazione a Roma: “Da Nord a Sud stessi diritti”

0
185

“Da Nord a Sud stesso diritto stessa istruzione. La scuola dice no alla regionalizzazione”. Con questo slogan USB Scuola scenderà in piazza il 15 Febbraio per un presidio a Montecitorio, per dire con chiarezza il proprio No alla regionalizzazione del sistema pubblico di istruzione statale.

Usb contro la regionalizzazione della scuola

La chiamano in modo rassicurante “autonomia differenziata”, – dicono da Usb scuola – ma il progetto vero è quello di costruire un sistema scolastico regionale, favorendo un’inaccettabile differenziazione all’interno del sistema nazionale, con il consenso comune di centro destra, centro sinistra e M5S: non è un caso infatti che a chiedere la regionalizzazione sia anche una regione “rossa” come l’Emilia Romagna a cui si accoderà presto il Piemonte di Chiamparino. USB Scuola denuncia un progetto di separazione, il cui vero scopo è mantenere il gettito fiscale all’interno delle regioni del Nord in assoluta violazione del principio di redistribuzione, che trova fondamento nella Costituzione ed è alla base dell’unità nazionale.

Una ricchezza, quella del Nord, costruita anche e soprattutto dai lavoratori emigrati dal Sud- sostengono dal sindacato – .Questo vale per la sanità, la ricerca, i beni culturali, ma soprattutto per la scuola, dove ormai da anni il problema della carenza di insegnanti genera difficoltà sempre maggiori per l’avvio dell’anno scolastico, affrontate con i docenti “poco impegnati del Sud”, come direbbe il Ministro Bussetti, pronti a trasferirsi al Nord per consentire alla scuola di funzionare”.

Usb scuola teme che “La regionalizzazione della scuola, potrebbe determinare il passaggio del personale neoassunto in capo alla Regione, creando un sistema a due velocità, con un pezzo di Italia che proverà a legare la scuola alle logiche europee del mercato e dell’impresa, in cambio di aumenti stipendiali per pochi. Aumenti stipendiali, la cui consistenza è peraltro tutta da vedere, perché crediamo che nella modifica/rinnovo dei contratti si inseriranno clausole che favoriranno la precarietà, la licenziabilità e la ricattabilità dei neoassunti da parte dei capi di istituto”.

Il sindacato ritiene inoltre che “la regionalizzazione aprirà la strada ad una maggiore presenza dei privati nella scuola, come è accaduto con la sanità, da tempo in grossa parte in capo alle regioni, con tutti gli scandali e la corruzione che ne sono conseguiti.
Per questo il 15 febbraio saremo in piazza a Roma contro la regionalizzazione e lo smantellamento del sistema scolastico nazionale e continueremo anche successivamente le mobilitazioni”.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui