Campidoglio truffato, il tesoro di nichel non vale nulla

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Campidoglio toglie monete alla Caritas
Fonte Foto: portofrome.it

Una matassa di 200 chilometri di nichel fu dato al Campidoglio nel 2011 come pagamento di un credito, ma ora si scopre che il Comune di Roma è stato truffato perché il tesoro non vale nulla.

Truffato per 55 milioni il Campidoglio

Vi ricordate la truffa di Totò sulla fontana di Trevi? Quella era da ridere e soprattutto finzione cinematografica. Quella invece scoperta dal Comune di Roma è vera ma soprattutto difficile da accettare. Riguarda una matassa di nichel data nel 2011, il sindaco era Alemanno, data al Campidoglio come pagamento di un credito. Il valore dichiarato circa 36 milioni di euro. A corredo del tesoro pure un certificato di qualità di un laboratorio svizzero. Tutto in regola quindi. Debito pagato ed addirittura un valore del materiale dato al Comune di Roma che schizza di valore che arriva ad essere quotato 55milioni di euro.

La vicenda del credito

Il credito deriva da una vicenda giudiziaria cominciata nel 1997. In quell’anno il Comune di Roma decide di espropriare un terreno per costruirci un deposito per i bus. I proprietari richiedono una cifra pari a 65 miliardi di lire come compenso. Il Tribunale di Roma da ragione ai proprietari del terreno, che cedono il titolo a Giovanni Calabrò detto il “marchese”, che pertanto acquisisce la somma. Succede però che il ricorso in Cassazione da parte del Comune di Roma ribalta le sentenze precedenti e quindi Calabrò deve restituire al Campidoglio l’intera somma. A questo punto l’idea di dare all’amministrazione comunale, al posto del denaro, la matassa di nichel. Il Comune di Roma accetta ed il debito è saldato.

Il Comune di Roma cerca negli anni di venderlo all’asta, ma queste vanno per ben sei volte deserte. La cosa non fa insospettire gli amministratori che non indagano sul reale valore del tesoro.

L’indagine della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza di Vicenza però indaga sul crack della ditta di Calabrò e scopre che lo stesso aveva venduto un’altra matassa di nichel ad una ditta di Montecchio Precalcino. Così facendo aveva saldato un debito milionario. Dalle analisi sul metallo, i militari scoprono che il valore è considerevolmente più basso. Dallo stimato di 15milioni, la matassa aveva, invece un valore pari a circa 20 mila euro. Da qui il collegamento con la fibra del Campidoglio, che dopo gli accertamenti tecnici si scopre valga solo circa 40 mila euro. Ben lontani dai 55 milioni stimati.

Spesi per la sorveglianza soldi per 5 volte il valore reale

Ma non finisce qui. Infatti oltre al danno erariale, che al Campidoglio hanno portato sempre a bilancio delle casse comunali, c’è anche la beffa. Un danno sul danno. Il tesoro era infatti stato messo sotto sorveglianza, con tanto di guardie a scorta. Negli anni sono stati spesi ben 200 mila euro per questo servizio, pari a ben 5 volte il valore reale della matassa. Infine è stato da poco rinnovato fino al 2021 il contratto con la società che si occupa della sorveglianza. Un vero affare per il marchese e soprattutto per i romani che al posto del tesoro hanno un bidone da 55 milioni di euro da riempire.

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