Carabiniere spogliarellista, la vita segreta del militare nei night club

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carabiniere spogliarellista
Fonte Foto: blog-news.it

La cronaca di oggi ci riporta una notizia un po’ singolare.che vede come protagonista un carabiniere che, di notte, faceva lo spogliarellista in.diversi locali del Veneto. Una doppia vita, dunque, ma incompatibile con l’Arma.

La sanzione disciplinare

Il pubblico apprezzava i suoi spettacoli, ma l’Arma ha deciso di punire il carabiniere per le esibizioni non autorizzate, con una sanzione disciplinare. Il 27 giugno 2016, nei confronti del carabiniere spogliarellista era stato avviato un provvedimento.con la seguente contestazione: “Aver tenuto in più occasioni, e in particolare all’interno di esercizio pubblico sottoposto a possibili.controlli di polizia i cui titolari erano a conoscenza del Suo stato di carabiniere, un contegno.caratterizzato da assoluta minore serietà e decoro. Tale comportamento oltre a condizionare l’esercizio.delle funzioni di militare dell’Arma, ha leso in pubblico gravemente il prestigio dell’Istituzione“.

Dal provvedimento alla sanzione disciplinare

L’8 luglio, poi, è stata disposta la sanzione disciplinare della consegna semplice, ovvero della privazione della libera uscita fino a 7 giorni consecutivi. Il militare, in sua difesa, aveva presentato un ricorso gerarchico, ma il 17 agosto i giudici hanno confermato la sanzione disciplinare.

Questa è stata irrogata: “sulla base di presupposti di fatto oggettivi, adeguatamente accertati e verificati in fase istruttoria e non contestati dal ricorrente“. Infatti, pare che il carabiniere spogliarellista aveva più account sui social network, attraverso i quali pubblicizzava tale attività“. Il tutto era supportato “da materiale fotografico a comprova di quanto dichiarato“.

I giudici, pertanto, hanno ritenuto il ricorso infondato. Questa è la spiegazione: “Gli atti evidenziano il luogo e il contesto in cui si è verificato lo specifico episodio contestato, ovvero un pubblico esercizio alla presenza di più persone, alcune delle quali erano a conoscenza che il ricorrente era un carabiniere. Tali circostanze sono sufficienti a rivelare il disvalore, sotto il profilo disciplinare, della condotta posta in essere dal ricorrente“.

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“Era solo un party privato”

Il carabiniere spogliarellista tenta di difendersi e, durante l’istruttoria, a proposito delle fotografie portate davanti al giudice come prove, afferma: “Si è trattato semplicemente di feste organizzate da amici senza scopo di lucro. Ho partecipato a tali feste a mero titolo di favore chiestomi da amici senza ricevere alcun corrispettivo o compenso. Purtroppo vi ho partecipato senza pensare che ciò potesse recare pregiudizio all’immagine dell’Arma ed al lavoro che svolgo“.

Dinanzi al TAR, il carabiniere ha ribadito le stesse cose. Infatti, ha sostenuto: “Ho soltanto partecipato ad un party privato, senza porre in essere comportamenti illeciti, né danneggiare e ostacolare il perseguimento dei fini istituzionali“.

A quanto pare, però, tutto ciò non è bastato per ritirare la sanzione disciplinare. Se vorrà, come ultima chance, il carabiniere potrà presentarsi davanti al Consiglio di Stato.

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1 commento

  1. Comsiderando il genere di esibizione svolta semmai ne valorizza l’immagine, comunque non credo che abbia fatto male a nessuno rimanendo perciò una persona onesta! Spesso in questo paese si preferisce perseguire queste forme di ” illegalità” piuttosto che addentrarsi in forme più complesse perché queste richiederebbero troppo impegno e fallimento certo.

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