Emanuela Orlandi lettera della famiglia al Cardinale Parolin: “Scavate dove c’è l’angelo”

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La famiglia di Emanuela Orlandi continua a cercare senza sosta il corpo della ragazza scomparsa a giugno del 1983. Nel corso degli ultimi mesi l’attenzione si è concentrata sullo scheletro ritrovato nella Villa Georgina, ma le attese hanno dato esito negativo. La famiglia Orlandi però non si arrende e in una lettera dove chiede di ispezionare il terreno attorno a una statua dove figura la scritta “Riposta in pace”.

 Ossa nella villa Giorgina

Nel 2018 nella soffitta della Villa Georgina, residenza dell’arcivescovo Paul Emil Tscherring, sono state dei resti ossei appartenenti a uno scheletro durante alcuni lavoro di ristrutturazione. In un primo momento è stato ipotizzato che si potesse trattare dei resti di Emanuela Orlandi o di Mirella Gregori scomparse entrambe nel 1985. Le analisi effettuate sui reperti però hanno dimostrato che i resti in questione in realtà appartenessero a un uomo appartenenti a un uomo vissuto secoli prima.

Ad oggi però ecco che la famiglia di Emanuela Orlandi presenta una nuova richiesta.

Emanuela Orlandi la lettera della famiglia

Secondo quanto reso noto dalla stampa nazionale, l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, ha inviato una lettera al Cardinale Parolin chiedendo di cercare nel cimitero teutonico, campo santo custodito all’interno delle Mura vaticane dove si trova la statua di un angelo che tiene in mano un foglio con scritto in “Requiescat in pace”, ovvero “Riposa in pace”.
Nell’istanza depositata dall’avvocato Sgrò è possibile leggere: “Cercate dove indica l’angelo. Verificato che alcune persone erano state informate della possibilità che i resti di Emanuela Orlandi fossero stati nascosti nel cimitero teutonico“.

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Caso emanuela orlandi 35 anni dopo

Alcune fonti – scrive l’avvocato – riferiscono che più persone da anni sono solite deporre i fiori in segno di pietà nei confronti dell’Orlandi che lì sarebbe seppellita. Per fugare ogni dubbio sul contenuto, si ritiene opportuno una ricerca negli archivi di ogni documento relativo a tale loculo per individuare chi vi risulti essere stato sepolto. In ogni caso si chiede l’apertura della tomba alla presenza della sottoscritta di un rappresentante della famiglia Orlandi e del nostro consulente tecnico, il dottor Giorgio Portera, affinché possa partecipare alle operazioni con tutte le garanzie necessarie vista la gravità del caso“.

“La lettera della famiglia Orlandi è stata ricevuta”

L’avvocato della famiglia Orlandi ha dunque chiesto l’apertura del loculo insieme a una serie di informazioni sul sepolcro in questione. A confermare la notizia è stato il direttore ‘ad interim’ della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, sul caso Emanuela Orlandi ha solo dichiarato: “Posso confermare che la lettera della famiglia di Emanuela Orlandi è stata ricevuta dal cardinale Pietro Parolin e che verranno ora studiate le richieste rivolte nella lettera“.

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