Taranto, raccolta rifiuti urbani truccata. Video con le intercettazioni

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Raccolta rifiuti taranto truccata

Attraverso la corruzione la raccolta dei rifiuti urbani a Taranto era truccata. Questo è emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Taranto, che su disposizione della Procura ha eseguito 7 arresti di cui 4 in carcere e 3 ai domiciliari. Tra loro anche l’ex presidente della Provincia di Taranto.

Sette arresti per la raccolta rifiuti truccata

L’operazione vede coinvolti due imprenditori operanti nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, l’ex presidente della Provincia di Taranto, un dirigente dello stesso ente. In più il presidente e di un membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani di un comune della provincia di Taranto ed infine il procuratore speciale di una società gestore di una discarica sita nel comune di Grottaglie. Tra le le accuse mosse corruzione e  turbata libertà degli incanti. All’operazione odierna hanno partecipato anche i comandi provinciali di Taranto, Roma, Bari e Milano.

L’apparato corruttivo

Le indagini hanno tratto origine dall’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica di Grottaglie in contrada Torre Caprarica richiesta dalla società che la gestisce. La storia comincia nell’agosto del 2017, quando, a seguito di pareri tecnici negativi, era stata respinta la domanda di ampliamento della discarica di Grottaglie. Questa oramai colma non aveva possibilità di poter conferire ulteriori RSU.

Come pagavano gli ufficiali pubblici infedeli

I pubblici ufficiali infedeli venivano pagati attraverso l’imprenditore sammarzanese, a cui erano affidati i lavori di sanificazione della discarica. Alle società ad esso riconducibili, queste prestazioni venivano sovrafatturate per il corrispondente valore da elargire ai pubblici ufficiali. In più il rappresentante legale della discarica avrebbe donato come ulteriore compenso un’autovettura di lusso del valore commerciale di circa 50 mila euro.

Le altre gestioni e i guadagni illeciti

La gestione degli affari illegali da parte dell’ex Presidente della Provincia di Taranto si è spinta fino all’affidamento diretto, all’imprenditore di San Marzano. A lui lavori per somma urgenza e necessità in occasione degli eventi di calamità naturale. Questi verificatisi nell’estate del 2018. I compensi hanno fruttato ulteriori 95 mila euro circa. Infine,  gli inquirenti hanno accertato che l’ex Presidente della Provincia si è prodigato per pilotare anche la gara di appalto per i servizi di raccolta rifiuti del Comune di Sava, influendo sul giudizio tecnico di due professionisti corrotti, facenti parte della commissione di gara, permettendo di far vincere l’appalto allo stesso imprenditore amico, attraverso una delle sue imprese.

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