Nel corpo di Imane Fadil cadmio e antimonio

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imane fadil

È lo stesso procuratore di Milano Francesco Greco a rivelare della presenza di cadmio ed antimonio nel corpo di Imane Fadil.

Cadmio e antimonio in quantità elevate

Le concentrazioni dei due metalli sono superiori alla norma. In particolare la concentrazione di cadmio rilevata dalle analisi era tre volte il valore normale, mentre l’antimonio urinario era superiore di 7 volte il valore massimo. Questi però sono i metalli con le concentrazioni riscontrate più consistenti. Sarebbero stati riscontrati infatti anche altri metalli.

Le indagini e l’autopsia

La Procura di Milano non tralascia nessuna pista. L’ipotesi dell’avvelenamento è sostenuta dall’assenza di globuli bianchi nel sangue di Imane Fadil che ha richiesto diverse trasfusioni e che ha compromesso il fegato. Per i pm questi sintomi sono “compatibili con un’avvelenamento”. A dare maggiori elementi l’autopsia che sarà eseguita in settimana.

Berlusconi: “Mai conosciuta”

La 35enne era testimone chiave nel processo Ruby che vede indagati il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi insieme ad altre 27 persone. Lo stesso Cavaliere da Melfi ha respinto le accuse a suo carico. “Spiace che muoia sempre qualcuno di giovane. Non ho mai conosciuto questa persona e non le ho mai parlato“, ha detto Berlusconi. Poi ha aggiunto: “Quello che ho letto delle sue dichiarazioni mi ha fatto sempre pensare che fossero tutte cose inventate e assurde“.

 

 

Il corpo di Imane Fadil in obitorio, il pm: “Non farla vedere a nessuno”

Nel corso delle ultime ore è stata diffusa la notizia secondo cui il pm che si sta occupando della morte di Imane Fadil, abbia deciso di non far avvicinare nessuno al corpo della modella italo marocchina.

Nel fascicolo, secondo quando reso noto alla stampa nazionale e dall’agenzia Ansa, il pm avrebbe scritto nel fascicolo del caso “Non farla vedere a nessuno“, imponendo tale divieto anche ad amici e parenti della vittima. Nell’articolo pubblicato dall’Ansa è possibile leggere: “La donna è risultata negativa anche ai test sui veleni più comuni, in particolare l’arsenico: è quanto risulta dalle cartelle cliniche ora in mano alla Procura di Milano che indaga per omicidio volontario. Cartelle da cui emerge che la modella non aveva nemmeno la leptospirosi. Le analisi per appurare al presenza di veleni sono state svolte dal Centro Antiveleni di Niguarda e per la leptospirosi dalla stessa Humanitas“.

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