Udine, vendite auto truffaldine e tasse non pagate. 18 indagati

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Udine vendite auto truffaldine

Smantellata a Udine una rete di vendite auto truffaldine che con vari stratagemmi non pagavano Iva e tasse. Oggi, dopo due anni di indagine, arrivano arresti e sequestri.

Le origini dell’inchiesta

L’operazione di servizio trae origine da un sequestro per contrabbando doganale, effettuato a Pordenone, di una “ Rolls Royce Phantom II ” intestata ad una società con sede in svizzera; i successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare una struttura organizzata che operava, per il tramite di società con sedi legali fittizie a Roma e Palermo, nella promozione e vendita in tutta Italia di autoveicoli di alta gamma, attraverso noti siti internet specializzati.

Due anni di indagini

Le indagini, durate quasi un biennio e condotte anche tramite intercettazioni telefoniche, hanno permesso di scoprire le operazioni commerciali erano attuate nella più totale inosservanza degli obblighi tributari, per i quali sono stati quantificati, in quattro anni, ricavi non contabilizzati fiscalmente per oltre 30.572.000 euro (di cui 5.400.000 euro di IVA). I redditi evasi erano “allocati” in capo a società “schermo”,  intestate a “prestanomi”, del tutto incapienti ad eventuali pretese risarcitorie dell’Amministrazione Finanziaria.

Immatricolazioni irregolari

Inoltre, anche grazie ad alcune agenzie di pratiche automobilistiche colluse, la struttura criminale riusciva, presso alcuni uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri, ad eludere le disposizioni di legge  che non consentono l’immatricolazione di veicoli usati di provenienza comunitaria (e quindi il rilascio dei libretti di circolazione e delle targhe) senza il preventivo assolvimento degli obblighi di versamento dell’I.V.A.. In tali occasioni le immatricolazioni venivano attuate con modalità truffaldine, mediante la presentazione di documentazione ideologicamente falsa nonché contraffacendo la firma degli ignari soggetti acquirenti.

Manomissione dei contachilometri

Per 635 autovetture fraudolentemente immatricolate, presso gli uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri di Palermo, Roma, Latina e Treviso è stato disposto, il sequestro delle carte di circolazione. Ancora, le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Stradale hanno rilevato ulteriori attività criminose celate nelle operazioni di vendita. Gli autoveicoli commercializzati risultavano sistematicamente subire una riduzione del chilometraggio: dal 50% al 70% di quello reale.

Stessa auto trattata e venduta a più persone

Non solo, si è altresì accertato, in contesti non episodici, il perfezionamento di operazioni di vendita correlate all’incasso di anticipi e, talvolta, dell’intero corrispettivo (anche per 30/40 mila euro), senza poi provvedere alla consegna dell’auto, sovente avviando plurime trattative per la cessione del medesimo autoveicolo con più acquirenti. In aggiunta alle evasioni fiscali sono stati, quindi, quantificati ulteriori introiti illeciti per 2.150.000 euro attinenti versamenti corrisposti dagli acquirenti per “vendite” di autoveicoli, invero, mai concluse.

Identificati 835 acquirenti

Malgrado le descritte truffe ed evasioni fiscali, le operazioni commerciali dell’organizzazione criminale (canalizzate attraverso noti e importanti siti internet specializzati nell’intermediazione di autoveicoli – risultati del tutto ignari dei reati), godevano, tuttavia, di notevole popolarità ed attrattiva, tenuto conto dei prezzi estremamente competitivi offerti. Risultano stati identificati 835 soggetti acquirenti le autovetture, residenti in svariate Regioni del territorio nazionale. Di loro 128 hanno già prodotto formale querela all’Autorità Giudiziaria per le truffe subite. Attualmente sono 18 i soggetti indagati dalla Procura della Repubblica di Udine per reati di associazione a delinquere, fiscali, truffa e falso materiale e ideologico.

Gli arresti e i sequestri da parte della Procura di Udine

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Udine, sulla scorta delle evidenze investigative, ha emesso provvedimenti di arresto nei confronti di tre soggetti (residenti a Pordenone, Anzio e Nettuno) posizionati ai vertici dell’associazione, mentre nei confronti di ulteriori due, principali gregari del sodalizio, sono stati emessi altrettanti provvedimenti di “obbligo di dimora” nel comune di residenza. Emesso anche il  sequestro preventivo per equivalente per complessivi euro 5.168.000 euro eseguito su beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie degli indagati.

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