Catania, Istituto Bellini cade a pezzi. Foto

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L’Istituto Vincenzo Bellini di Catania cade a pezzi, la  segnalazione è arrivata a Free Press Online dal giornalista freelance Orazio Vasta.

L’Istituto musicale Vincenzo Bellini cade a pezzi

Il giornalista freelance Orazio Vasta ci ha riferito di aver fatto un giro fra i corridoi e gli interni dell’edificio che a Catania ospita l’Istituto MusicaleVincenzo Bellini“. Quello che ha scoperto e documentato con delle foto (qui pubblicate) “rispecchiano esattamente nella nota di Graziano D’Urso, rappresentante degli Studenti”. Al di là dell’umidità diffusa nello stabile, come riferito da Orazio Vasta “alcuni ambienti sono completamente inutilizzabili per lo stato di abbandono, con presenza anche di cicche di sigarette, muffa e talvolta sporcizia. L’idea è quella di un edificio decadente allo stato di abbandono, eppure si svolgono regolarmente lezioni ed esami. Nei bagni o manca l’acqua, o manca carta igienica, o la carta per le mani ed il sapone. Le scale secondarie sono veri e propri labirinti abbandonati. E tra i pianoforti logori e scordati, le maniglie delle porte staccate, i termosifoni quasi sempre spenti anche in pieno inverno, l’assenza totale di climatizzazione, sembra di stare nel quarto mondo, e non nella più alta istituzione accademica musicale della Città di Vincenzo Bellini“.

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Una disposizione di servizio che fa discutere

Da parte del Direttore Amministrativo dell’Istituto arriva una “Disposizione di servizio“, dove si vieta di consumare all’interno della struttura “qualsiasi tipo di cibo e bevanda”, a pena di “sanzioni di carattere disciplinare”.

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La risposta degli studenti non si è fatta attendere e richiedono, attraverso una lettera prot. 1212/19 , “chiarimenti urgenti in merito alla disposizione di servizio al Presidente dell’Istituto Musicale “V. Bellini” diss Catania, al Direttore dell’Istituto Musicale “V. Bellini” di Catania, per conoscenza Al Dir. Amministrativo dell’Istituto Musicale “V. Bellini” di Catania”.

 

In sintesi nel documento viene chiesto vengono contestate e precisato:

  • “la disposizione riconosce a docenti e personale amministrativo il potere di elevare sanzioni di carattere disciplinare, in violazione dell’art. 6 comma 4 dello Statuto “Il Direttore è titolare dell’azione disciplinare nei confronti del personale docente e degli studenti”.
  • “Attualmente, non esiste in questo Istituto un Regolamento che disciplini le sanzioni di carattere disciplinare comminabili agli studenti”.
  • Esisiste un locale provvisto di distributori che erogano alimenti e bevande, anche calde e fornite in bicchieri non coperti (dunque non facilmente trasportabili all’esterno dell’Istituto), che per loro stessa natura sono in contrasto con le finalità di tale disposizione.
  • La disposizione, così per come è stata posta e pubblicizzata tramite affissione sulla Bacheca, non è rivolta a tutti i soggetti che quotidianamente utilizzano i locali dell’Istituto, ma solo ad una specifica categoria: gli studenti. Tale impostazione è fortemente discriminatoria nei confronti di questa categoria che si ritrova l’unica, tra tutte le categorie di soggetti che utilizzano i locali dell’Istituto, a non poter consumare cibo. Oltretutto, dato che questa disposizione sembra essere stata scritta per arginare il precario stato dell’igiene e della pulizia dell’Istituto, riconoscendo negli studenti gli unici destinatari del provvedimento, sembra voler insinuare che tale precario stato igienico sia unicamente imputabile all’attività degli stessi. La disposizione assume così anche carattere infamante nei confronti della classe studentesca.
  •  Il firmatario di tale disposizione non ha tenuto in nessuna considerazione l’attività svolta dalla Consulta degli Studenti che, in data 20 Marzo, ha organizzato un’Assemblea Generale degli Studenti nel corso della quale, tra i temi trattati, ha affrontato organicamente la questione dello stato di pulizia dell’Istituto. La Consulta ha provveduto ad informare gli studenti delle difficili condizioni economico-amministrative, interne ed esterne all’Istituto, che hanno condotto lo stesso alle precarie condizioni igieniche in cui si trova.
  •  Il corpo studentesco si è  dimostrato estremamente sensibile all’argomento, proponendo addirittura collaborazioni da parte degli studenti stessi alle attività di pulizia ordinaria e straordinaria dell’Istituto, attività che la Consulta stava già iniziando a coordinare.

Vasta inoltre ha sottolineato come “la bufera giudiziaria non è bastata per mettere a nudo una struttura che dovrebbe essere immediatamente visionata e verificata dai Vigili del fuoco. È possibile che le studentesse e gli studenti, le lavoratrici e i lavoratori, i visitatori debbano mettere in pericolo la propria incolumità fisica?“.

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