Ragazza americana violenta a Catania: “Qui ci sono le prove di quello che hanno fatto”

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Violenza sessuale a firenze

Quanto successo alla ragazza americana violentata a Catania è stato un qualcosa che ha scosso davvero l’opinione pubblica. La giovane ha solo 19 anni e aveva deciso di venire in Italia per vivere l’esperienza da ragazza alla pari, ospite di una famiglia dove lavorava come baby sitter. L’alba di un giorno dopo però porta con se dettagli raccapriccianti, ecco cosa avrebbe raccontato la ragazza di quella fatidica notte.

Ragazza americana violentata a Catania

Un atto brutale mosso, forse, dalla convinzione che facilmente si può ottenere sempre quello che si vuole, anche quando qualcuno in realtà ha detto ‘no’. La ricostruzione di quanto accaduto alla ragazza americana violentata a Catania però lascia poco margine all’immaginazione. La violenza sessuale sarebbe stata dunque consumata da tre ragazzi: Roberto Mirabella di 20 anni, Salvatore Castrogiovanni e Agatino Spampinato tutti e due di 19 anni.

Secondo quanto reso noto, la giovane sarebbe stata adescata dai tre ragazzi in un locale di Piazza Teatro dalla quale si sono allontanati dopo aver bevuto qualche drink di troppo. Subito dopo i tre avrebbero costretto la ragazza a salire in macchina, per poi appartarsi in un luogo isolato nei pressi di Piazza Europa dove si è poi consumata la violenza. (Per approfondire la notizia Clicca Qui).

“Roberto lo conosco, è un ragazzo per bene”

A pubblicare il racconto fatto dalla ragazza americana violentata a Catania è stato il quotidiano Repubblica.it, la giovane dunque avrebbe dichiarato: “Venerdì mi trovavo con un’amica al Lupo bar di via teatro Massimo. Si sono avvicinati tre giovani, hanno poggiato i loro bicchieri sul nostro tavolo e hanno iniziato a parlare. Erano gentili“.

La giovane invia un video a un’amica che risponde: “Roberto lo conosco, ha frequentato la mia stessa scuola, stai tranquilla, è un ragazzo per bene“. La ragazza si sarebbe dunque presentata ai carabinieri di Piazza Verga per sporgere denuncia affermando in lacrime: “Qui ci sono le prove di quello che hanno fatto“.

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La rabbia della ragazza si è poi rivolta a un altro dei suoi amici sul quale ha detto: “Scrivete pure di Salvo sono riuscita a mandargli cinque messaggi vocali mentre mi violentavano, l’ho chiamato due volte. Ma continuava a dire che non capiva. E quando quella notte da incubo è finita, gli ho scritto un ultimo sms: Ti odio davvero“.

“Delle cose che non coincidono con il racconto della ragazza”

Il racconto della giovane americana è davvero agghiacciante, che nel frattempo ha deciso di lasciare l’Italia. Ai militari dell’arma ha dichiarato: “Quando mi hanno spinta in macchina con forza, sono riuscita a mandare un messaggio vocale a un amico gli ho sussurrato: «Per favore aiutami, ci sono dei ragazzi, non voglio». E lui, prima mi ha risposto che non capiva, poi che non aveva l’auto e non poteva aiutarmi. Una cosa assurda“.

Quanto accaduto è ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti, in questo frangente però l’avvocato Monica Catalano che difende Agatino Spampinato e Roberto Mirabella, secondo quanto riportato da Repubblica afferma: “Vedremo… Abbiamo trovato delle cose che non coincidono con il racconto della ragazza“.

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2 Commenti

  1. […] La diciannovenne protagonista di questa triste vicenda lavorava presso una famiglia catanese come ragazza alla pari, il modo più veloce ed efficace per imparare la lingua e inserirsi così nella nazione ospite usufruendo anche della protezione di una ‘famiglia’. Questo però non è bastato per la ragazza americana che sarebbe stata violentata a Catania da tre ragazzi della città. (Per approfondire la notizia Clicca Qui). […]

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