Agguato a Napoli, le mamme decidono di scrivere una lettera al Presidente Mattarella

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agguato a scuola

Questa settimana è stata diffusa la notizia relativa all’agguato di Napoli, dove è rimasto ucciso Luigi Mignano di 57 anni, che si trovava insieme al figlio di 32 anni ferito alle gambe. Il tutto è successo davanti a un asilo, davanti gli occhi increduli del nipote dei tre anni della vittima. Le mamme degli altri bambini che frequentano la scuola hanno deciso di scrivere una lettera a Mattarella.

Agguato a Napoli, morto Luigi Mignano

La notizia relativa all’agguato fatto a Napoli davanti una scuola materna ha acceso gli animi. La vittima è Luigi Mignano di 57 anni, vicino al clan Rinaldi. L’uomo, secondo quanto reso noto, si trovava insieme al figlio di 32 anni e il nipotino di 3, come confermato anche dalla presenza dello zainetto del piccolo. (Per approfondire Clicca Qui).

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Agguato in una scuola di Napoli

Lettera al Presidente Mattarella

A intervenire sulla questione sono state la mamme dei bambini che frequentano l’asilo nido nei pressi del luogo hanno scritto una lunga lettera al Presidente Mattarella che vi proponiamo qui di seguito:

Egregio Presidente ci rivolgiamo a Lei perché è il Capo dello Stato, il garante della Costituzione, esempio di impegno e lavoro costante contro ogni forma di criminalità. Ci rivolgiamo a Lei, perché ieri ci siamo sentite abbandonate dallo Stato, da chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza e la legalità. Ci rivolgiamo a Lei, perché a San Giovanni a Teduccio, periferia est della città di Napoli, alle ore 8.45, nei pressi di un cancello della scuola, tanti colpi di pistola hanno ammazzato un uomo e ferito un secondo, sotto gli occhi innocenti di un bambino di 3 anni! Sotto gli occhi di una comunità, alunni, docenti, dirigenti scolastici, associazioni, parrocchie, genitori che quotidianamente rappresentano il ‘vero esercito della bellezza’.

Mentre scriviamo, tante sono le emozioni: dolore, rabbia, a volte paura, ma anche speranza e fiducia in Lei che non crediamo ci abbandonerà. Non possiamo tirarci indietro, dobbiamo avanzare insieme per cambiare il volto di questa periferia dove l’assenza dello Stato rafforza la criminalità. Lo Stato, scrivono le mamme del Rione Villa, è il sostantivo più volte ripetuto in queste ultime ore, però accompagnato dall’aggettivo ‘assente’. Ed è proprio così, lo Stato è assente se si spara alle 8.45 davanti ad una scuola. Ci sentiamo invisibili, barcolliamo tra le incertezze se noi mamme ci chiediamo se sono ancora sicure le strade per accompagnare i nostri figli a scuola, in Fondazione Famiglia di Maria o in parrocchia. Le associazioni, le parrocchie e anche gli studenti ci sono sul territorio, fanno ‘cose belle e concrete’, spesso si sostituiscono allo Stato. Ma è giusto? Questo recita la nostra Costituzione? Crediamo che in periferia non si possa rinunciare ad essere liberi.

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