Luca Parmitano nello spazio il 20 luglio 2019: cinquantesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna

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luca parmitano nello spazio il 20 luglio 2019
Fonte Foto: esa.int

Era proprio il 20 luglio 1969 quando Neil Amstrong e Buzz Aldrin sbarcarono per la prima volta sulla Luna. Ora, a distanza di 50 anni, Luca Parmitano, insieme ad altri due astronauti, andrà nello spazio esattamente il 20 luglio 2019.

Luca Parmitano nello spazio per la seconda volta!

Luca Parmitano, nato a Paternò in provincia di Catania il 27 settembre 1976, è stato il primo italiano ad effettuare un’attività extraveicolare (EVA) nel 2013 durata ben 6 ore e 7 minuti nello spazio. Luca Parmitano nello spazio il 20 luglio 2019

E il 20 luglio 2019 sarà pronto nuovamente a tornare sulla Luna. Luca Parmitano sarà, tra le altre cose, il primo italiano (e il terzo europeo) al comando della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) e il lancio avverrà con il razzo Soyuz.

Spedizione spostata

Inizialmente la spedizione nello spazio era fissata per un’altra data, ma poi la NASA, tramite comunicato stampa, ha annunciato la sua decisione di spostare il lancio al 20 luglio 2019 proprio per far coincidere il tutto con il cinquantesimo anniversario dal primo sbarco sulla Luna, avvenuto nel 1969. Sarà un’emozione senza fine e, sicuramente, la spedizione sarà seguitissima da chiunque in ogni parte del mondo.

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spedizione sulla luna parmitano
Fonte Foto: nasa.gov

Chi partirà il 20 luglio accanto a Parmitano?

Ad affiancare Luca Parmitano, il 20 luglio 2019, ci saranno il russo Alexander Skvortsov e lo statunitense Drew Morgan. Tutti e tre partiranno dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, diretti verso la Stazione Spaziale Internazionale.

L’astronauta catanese racconta, secondo quanto riporta Ilfoglio.it: “Non me lo aspettavo assolutamente volando con un equipaggio di tutto rispetto, Alexader Skvortsov è al suo terzo volo e davo per scontato che sarebbe stato lui il comandante. Il modo in cui l’ho saputo è stato divertente“.

E poi continua: “Ero appena atterrato a Houston, quindi ho acceso il telefonino per avvisare la mia famiglia e ho trovato una decina di messaggi e di chiamate dal mio capo che voleva essere richiamato. Io l’ho chiamato e mi ha detto che voleva essere il primo a dirmi che sarò io il comandante della missione 61. Quindi una grandissima emozione, è stata una sorpresa, doppiamente bello in questo senso“.

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