Istat, verosimili effetti positivi del def

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crescita Italia 2018

Sembrano verosimili gli effetti positivi del def sulla performance economica media annua del 2019. Così l’Istat in audizione.

Istat condivide previsione Pil a +0,2%

Secondo l’Istat  “seppure in un quadro caratterizzato da notevoli incertezze, il recupero dell’attività industriale di inizio anno influenza in misura rilevante il quadro” macroeconomico del del primo trimestre. Pertanto “è verosimile un miglioramento dei livelli complessivi dell’attività economica rispetto a quelli di fine 2018, con effetti positivi anche sulla performance economica media annua del 2019. Alla luce di queste evidenze la stima della crescita del Pil” del quadro programmatico per il 2019 (+0,2%)“.

“Rispetto alla necessità di rilanciare gli investimenti”, e quindi sulla revisione della mini-Ires, il ripristino del superammortamento e l’aumento della deducibilità Imu contenuti nel decreto crescita “sono attesi generare una riduzione del prelievo fiscale per le imprese pari a 2,2 punti percentualiLa riduzione Ires risulta maggiore per l’industria, soprattutto nei settori a medio-bassa intensità tecnologica (-2,9%), per le imprese di medie dimensioni e le multinazionali”.

Bankitalia: “Scenario macroeconomico def condivisibile”

Il capo economista di Bankitalia Eugenio Gaiotti ha detto che “è condivisibile l’intenzione di non ricorrere ad ulteriore indebitamento per approvare una riforma” fiscale”.  il dirigente di Bankitalia ha anche spiegato che senza gli aumenti automatici dell’Iva, previsti a legislazione vigente, “il disavanzo si collocherebbe meccanicamente al 3,4% del prodotto nel 2020, al 3,3% nel 2021 e al 3% nel 2022“. Infine ha detto che “lo scenario macroeconomico presentato nel Def tiene conto in modo realistico della congiuntura ed è complessivamente condivisibile. Esso è soggetto a rischi rilevanti, che possono provenire da un peggioramento del contesto globale e da un più accentuato deterioramento della fiducia delle imprese“.

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