Morte Fadil, per autosia altri 90 giorni

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La Procura di Milano ha dato altri 90 giorni di tempo per eseguire l’autopsia sul corpo di Imane Fadil, redigere e depositare la relazione e fare luce sulla sua morte.

Per l’autopsia 90 giorni di proroga

Una proroga di altri 90 giorni è stata concessa per eseguire gli accertamenti sul corpo di Imane Fadil, morta in circostanze poco chiare lo scorso 1 marzo mentre si trovava ricoverata presso l’Humanitas di Rozzano (Mi). La scadenza, prevista fine aprile, è stata ora spostata a fine luglio. Sul caso sta lavorando un gruppo di consulenti sotto la guida dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che ha ricevuto l’incarico dai pm Luca Gaglio e Antonia Pavan. La proroga è stata chiesta a causa della complessità degli accertamenti da svolgere sul corpo dell’ex modella di origini marocchine.

Le ipotesi sulla morte di Imane

Imane era una testimone chiave al processo Ruby ter. Sulle cause della morte si era dapprima pensato ad un avvelenamento da radiazioni, di cui però non è stata trovata traccia sul cadavere della donna. Le ipotesi sul decesso sono avvelenamento da metalli pesanti e morte naturale a causa di una malattia rara e/o fulminea, che non è stata diagnosticata dai medici che l’avevano sotto cura. Imane, che al momento della morte, sembra avesse tutti i sintomi di un avvelenamento, era stata sottoposta ad una serie di trasfusioni di sangue.

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