Taranto, anziano picchiato da baby gang, due ragazzi maggiorenni in carcere: “Misura adeguato”

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taranto anziano ucciso da una baby gang

Continua senza sosta l’attività investigativa degli inquirenti attorno alla morte di Antonio Stano, l’anziano ucciso da una baby gang a Manduria in provincia di Taranto. Nel corso delle ultime ore è stato annunciata la decisione del gip del Tribunale di Taranto che ha convalidato i fermi dei due ragazzi maggiorenni coinvolti.

Taranto, anziano ucciso da baby ganfìg

La triste vicenda di Antonio Stano, l’anziano uomo ucciso da una baby gang a Manduria in provincia di Taranto continua ad arricchirsi di dettagli agghiaccianti. L’uomo, che aveva dei problemi psichici, era conosciuto con l’appellativo “Il pazzo”. La vittima era diventata oggetto di gioco e di atti persecutori da parte di un gruppo di ragazzi minorenni e non solo. La baby gang in questione spesso filmava ciò che faceva al povero Antonio Stano per poi mostrarlo agli amici mandando il materiale all’interno di una chat su WhatsApp chiamata “Gli orfanelli“. (Per leggere il racconto fatto da una delle mamme Clicca Qui). Taranto anziano ucciso da una baby gang

I reati contestati ai 14 membri della baby gang sono di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. Nel corso giornata di ieri sono stati otto i ragazzi fermati e due di loro sono ancora minorenni. Come abbiamo appena annunciato, il gip del Tribunale di Taranto ha convalidato l’arresto per due di loro.

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funerali di antonio stano
fonte foto Ansa

Due ragazzi maggiorenni restano in carcere

Nel corso delle ultime ore, come abbiamo già avuto modo di spiegare a inizio articolo, il gip Rita Romano ha confermato la misura cautelare in carcere affermando. In un articolo pubblicato da TgCom che riporta l’ordinanza del gip è possibile leggere come tale misura sia “sostanzialmente adeguata alla gravità dei fatti, avendo gli indagati dimostrato notevole inclinazione alla consumazione di reati, totale inaffidabilità e completa assenza di freni inibitori. Idoneo a garantire le esigenze di tutela della collettività stante la personalità dei due indagati che non offrono alcuna garanzia certa di rispetto degli obblighi di una misura cautelare meno afflittiva, dovendosi pertanto fortemente limitare la loro libertà di movimento per impedire la ricaduta nel delitto“. Il gip Romano, sui due ragazzi continua dicendo che “hanno dato prova di incapacità a controllare ed educare i due giovani“. Motivo per cui è stata esclusa la concessione degli arresti domiciliari.

Nel provvedimento del giudice, come pubblicato da TgCom è possibile leggere anche: “Stano è stato fatto oggetto di un trattamento inumano e degradante, braccato dai suoi aguzzini, terrorizzato, dileggiato, insultato anche con sputi, spinto in uno stato di confusione e disorientamento, costretto a invocare aiuto per la paura e l’esasperazione di fronte ai continui attacchi subiti e, di più, ripreso con dei filmati (poi diffusi in rete nelle chat telefoniche) in tali umilianti condizioni. Giravano in rete (su YouTube e sulle chat degli indagati e dei loro amici) filmati che riprendevano i maltrattamenti in danno dello Stano e che erano divenuti merce di scambio tra i diversi giovani che li ricevevano sui loro telefoni o vi si imbattevano in Internet“.

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Como fermata baby gang

Il gip Romano conclude spiegando: “Non vi è dubbio che nel caso in esame le condotte poste in essere dagli odierni indagati e dai loro coindagati minorenni sono state perpetrate in danno di un soggetto affetto da disabilità mentale che viveva in un evidente stato di abbandono, di disagio sociale e che, pertanto, versava in un chiaro stato di minorata difesa”.

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