Siracusa, pescereccio affondato: Apmp chiede fondo vittime del mare

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Orazio Vasta (Usb) e Giuseppe Micalizzi (Apmp)

Attraverso il suo presidente Alfio Micalizzi, il sindacato dei pescatori marittimi professionali, Apmp, chiede l’istituzione di un fondo per le vittime del mare.

Presidente Apmp: “Istituire fondo vittime del mare”

La richiesta è a seguito dell’affondamento del peschereccio Zaira, appartenente all marineria aretusea nel mar Mediterraneo, che ha portato alla perdita di 2 lavoratori. Alfio Micalizzi nella lettera richiede anche una verifica sulle norme degli sconfinamenti delle acque territoriali. Nello specifico viene chiesto al “Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Siciliana, di voler valutare l’istanza già protocollata da diversi anni riguardante l’istituzione di un Fondo per le Vittime del mare.  […] purtroppo si verificano tragedie di questo genere che toccano numerose famiglie di pescatori professionali che vanno a lavorare con contratto alla parte“.

“Rivedere norme sconfinamento”

La strage del peschereccio Zaira – dice Micalizzi citando le dichiarazioni dei pescatori di Siracusa – si è verificata in quanto il Comandante, viste le cattive condizioni meteo marine si era andata a mettere in riparo a Malta e non rientrava a Siracusa, per paura di beccare un’ulteriore verbale per sconfinamento e eventuale blocco dell’attività.
A tal proposito si chiede un riesame di tutte le norme regolamenti e leggi che prevedono gravi sanzioni per gli armatori di pescherecci che spesso si trovano a sconfinare per motivi legati al lavoro, al pescato, alla sicurezza“.

“Assistiamo impotenti ad una distruzione programmata del settore”

È assurdo – continua il presidente Apmp –  ad esempio vedere come i pescatori maltesi possono girare in tutto il mare senza alcuna restrizione, e, i nostri devono subire direttive europee fortemente penalizzanti, e poi assistiamo impotenti ad una “distruzione programmata” del comparto pesca al fine di agevolare l’importazione del pescato e quindi perdendo entro poco tempo il pesce fresco locale che sarà pescato da altri nel nostro mare e i nostri cittadini utenti consumatori potranno solo comprare pesce africano, cinese, indiano, arabo ecc..
Chiediamo alla Politica di accendere i riflettori in difesa dei pescatori italiani e del pescato Made in Italy. L’ 80 % dei prodotti ittici consumati in Italia è tutto prodotto importato. Chiediamo aiuto e sostegno per le famiglie vittime del naufragio del Zaira“.

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