Mafia, il Consiglio di Stato ridà la scorta a Ingroia

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Il Consiglio di Stato, con una sentenza depositata ieri, ha sospeso i provvedimenti del Viminale e ridà la scorta ad Antonio Ingroia. La protezione era stata sospesa circa un anno fa.

Ridata la scorta ad Ingroia

Lo stesso Antonio Ingroia ha commentato che ciò “mi restituisce un po’ di fiducia nella Giustizia italiana che negli ultimi tempi andava sempre più incrinandosi. E quindi colgo l’occasione per ringraziare questi coraggiosi giudici del Consiglio di Stato che hanno applicato le ragioni del Diritto e della Giustizia non consentendo la prevaricazione delle ragioni della politica, che nel nostro Paese spesso prevalgono, perfino nelle aule di giustizia. Un ringraziamento sentito va anche al mio avvocato, l’ottima collega Beatrice Miceli, che con passione e competenza ha sostenuto ieri le mie ragioni in aula ottenendo l’annullamento del provvedimento del TAR Lazio che avevamo impugnato“.

Un grazie sentito ai tanti amici, più noti e meno noti, che si sono battuti in favore del ripristino della mia scorta, con un pensiero speciale a chi aveva promosso anche una petizione online che aveva già raccolto svariate migliaia di firme“, continua Ingroia.

Ingroia: “Non è mai il momento di arrendersi”

Che la decisione sia caduta dopo l’udienza del 9 maggio, giorno dell’anniversario del delitto di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia e dai depistaggi di Stato, mi consente di ricordare questo grande giovane coraggioso, ucciso dall’isolamento e dal sistema politico-mafioso che lo accerchiava. Grazie a tutti e teniamo sempre la guardia ben alta. Non è mai il momento di arrendersi. Ma è sempre quello di resistere e lottare per i nostri ideali di Giustizia e Verità”.

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