Capotreno contro reazioni razziste dei passeggeri: “Basta, io controllo biglietti non passaporti”

0
101
Capotreno contro reazioni razziste dei passeggeri

La cronaca nazionale ci consegna la notizia di un capotreno che, stanco delle reazioni razziste dei passeggeri, pubblica un video contro di loro per esprimere tutto il suo disappunto: “Io controllo biglietti, non passaporti“.

Capotreno contro reazioni razziste dei passeggeri

Un capotreno che lavora in territorio lombardo dal 2004 è stanco di ricevere numerose critiche da parte dei passeggeri che, a detta sua, si ribellano se ad essere multati sono italiani, mentre sono felici se si tratta di stranieri senza biglietto. Questo atteggiamento di razzismo lo porta a pubblicare un video in cui racconta la sua esperienza e il suo disappunto.

Ha dichiarato: “Vivo ogni giorno la stessa identica situazione. Ogni volta che multo una persona che parla la lingua italiana e ha la faccia bianca, si alzano cori di avvocati difensori a dire tutti la stessa cosa: ‘Ma gli extracomunitari li fate viaggiare gratis‘”. Non ci sta affatto e aggiunge: “Non tollero che si dia per scontato che gli extracomunitari non paghino il biglietto sul treno, anche perché non potete saperlo. Io continuerò a dire che ad argomentazioni razziste non rispondo, le contestazioni vengano presentate all’azienda. Così come rifiuto i complimenti quando multo un non italiano“.

“Io controllo biglietti, non passaporti”

Il capotreno, molto adirato nel video, continua spiegando meglio: “Io controllo i biglietti, non i passaporti. Se passeggeri e pendolari hanno questa convinzione vuol dire che prima di me hanno controllato a tutti biglietti e passaporti. Che, poi, costoro sono gli stessi che quando faccio la multa ‘a quella povera ragazza che non ha fatto in tempo a timbrare’ si alzano soddisfatti, fieri e felici quando la multa di 50 euro va a uno che non parla italiano e non ha la pelle bianca“.

Episodi di razzismo all’ordine del giorno che hanno portato il capotreno a ribellarsi lanciando un messaggio ben preciso: proprio lui vuole svolgere il suo lavoro serenamente, senza distinzione alcuna di razza o etnia, semplicemente multando qualsiasi passeggero che infranga la legge.

Continua dopo la foto

africani senza biglietto panico sul treno
immagine di repertorio

Il racconto del capotreno: due esempi

Successivamente, il capotreno esemplifica riportando due esempi concreti. Ecco cosa ha raccontato: “Un mese fa, dopo aver multato un nordafricano, una passeggera mi ha dato del razzista. Non può essere che il mio lavoro venga strumentalizzato da chi è razzista e da chi lotta contro il razzismo ma che parte dal pregiudizio che i capitreno siano una categoria di razzisti. È inaccettabile“.

E poi ancora: “Tre giorni fa sul treno da Milano a Pavia ho multato una giovane donna che si è decisa a pagare la sua multa e stava per farlo quando si è alzato il solito del ‘però gli extracomunitari viaggiano gratis’ e lei stessa lo ha zittito. Io allora, consegnandole il verbale, l’ho ringraziata per la risposta appena data. Questa è la popolazione in cui mi riconosco. Cara signora, lei mi ha ridato un motivo di speranza: basta al razzismo“.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui