Nuovo agguato a Napoli, spari nel cortile di un ospedale: ventiduenne ferito alle gambe

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Napoli sotto attacco, un nuovo agguato si è tenuto all’ospedale Vecchio Pellegrini dove è rimasto ferito un ragazzo di 22 anni dopo esser stato colpito alle gambe. Il tutto arriva qualche settimana dopo l’agguato di Piazza Nazionale, dove sono rimaste ferite la piccola Noemi e la nonna.

Piazza Nazionale, come sta Noemi?

In questi giorni abbiamo avuto modo di raccontare la storia della piccola Noemi, rimasta ferita insieme alla nonna durante una sparatoria in Piazza Nazionale. A quanto pare si trattava di una vera e propria spedizione punitiva per Salvatore Nurcaro, anche questo rimasto gravemente ferito le cui testimonianze hanno permesso di rintracciare Armando e Antonio Nurcaro.

Ad oggi, come sta la piccola Noemi? Le condizioni della bambina fortunatamente cominciano a migliorare, anche se la prognosi è ancora riservata. Noemi, inoltre, non è più intubata da qualche tempo ma viene assistita comunque dall’ossigeno anche se la riabilitazione sembra esser ufficialmente cominciata. Nel corso delle ultime ore però ecco che si torna a parlare di un nuovo agguato a Napoli.

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bambina sparatoria napoli
Fonte Foto: fanpage.it

Nuovo agguato a Napoli

Difficile capire cosa stia succedendo in queste settimane a Napoli, dove si è tenuto un nuovo agguato. Qualcuno si è introdotto nel cortile dell’ospedale Vecchio Pellegrini sparando alla folla. Nell’agguato in questione è rimasto ferito un ragazzo di 22 anni del quartiere Arenella. A commentare l’accaduto è Ciro Verdoliva, commissario straordinario dell’Asl Napoli 1: “Non posso pensare di fornire ad infermieri e dottori un camice antiproiettile. Gente che lavora, che è qui a prestare soccorso non può trovarsi all’improvviso come in una zona di guerra. L’episodio è grave e terribile. Ciò nonostante, gli operatori sono subito tornati al lavoro“.

Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, ha dichiarato: “Voglio esprimere solidarietà ai colleghi che questa notte hanno vissuto momenti di paura mentre erano impegnati a fare il proprio lavoro. Un episodio, quello vissuto al Pellegrini, che deve essere stigmatizzato con decisione e che deve vedere una forte risposta da parte delle più alte cariche dello Stato, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra aggressioni e intimidazioni, si lavora ormai in condizioni proibitive“.

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