Insegnate sospesa, mercoledì presidio Usb a Catania

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Mercoledì presidio dell’USB, davanti la Prefettura a Catania, per chiedere il ritiro della sospensione inflitta alla insegnante palermitana Dell’Aria.

Mercoledì il presidio a Catania

Il presidio, che si svolgerà in tante città, ha lo scopo di comunicare vicinanza e solidarietà alla collega Rosa Maria Dell’Aria, punita con una sospensione di 15 giorni dal Provveditorato di Palermo per non aver censurato la libertà di espressione dei propri studenti. Il presidio si terrà in via Etnea all’angolo con la Prefettura dalle 17.30 alle 19.30. A comunicarlo il sindacato Usb Scuola.

La sanzione scaturì da un lavoro multimediale in occasione del Giorno della Memoria, degli alunni della professoressa. Al suo interno si accostò la violazione dei diritti umani delle leggi razziali alle limitazioni del “Decreto Sicurezza” sui migranti. L’accusa mossa alla docente è di non essere intervenuta immediatamente per redarguire gli alunni per una presunta inopportunità del loro lavoro.

“Libero pensiero, principio costituzionale”

Da Usb Scuola fanno sapere che ” l’insegnamento abbia come finalità principale quella di creare coscienze critiche e libere, capaci di comprendere il passato, il presente, la loro stessa vita con riflessioni operate mediante l’esercizio della ragione. Nessun ostacolo, nessuna censura possono e devono reprimere l’azione e il libero pensiero degli studenti e dei docenti. È un principio garantito dalla Costituzione italiana“.

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Usb chiede ritiro sanzione. Lanciata petizione sul web

Il sindacato ha anche lanciato una petizione sul web, che vola verso le 200mila firme,  a sostegno della professoressa palermitana. Da Usb scuola commentano che: “La docente ha semplicemente svolto il suo mestiere, stimolando i propri studenti a esercitare liberamente il loro pensiero, operando confronti storici che, nel metodo, non possono essere censurati. Sanzionare un docente per tali ragioni ci sembra una sorta di anticamera della costruzione di una società a una dimensione, di una terribile distopia da guardare con orrore”. Inoltre chiedono “il ritiro immediato della sanzione inflitta alla collega in quanto riteniamo che la scuola pubblica statale sia da difendere nel suo essere una delle principali istituzioni garanti della libertà dei futuri cittadini“.

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