La sindrome da rientro: scopriamo cos’è e come affrontarla

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sindrome da rientro

Certo, può sembrare un argomento poco appropriato da affrontare in questo periodo. L’estate deve ancora arrivare e, dato il clima degli ultimi giorni, sembra ancor più lontana. E come lei, anche le vacanze. Ma è anche vero che ormai si parte tutto l’anno e inoltre, bisogna imparare a prepararsi per tempo, dunque… Cos’è la sindrome da rientro e come si affronta? Pur non trattandosi di una vera e propria patologia, è una condizione di cui sembrano soffrire molti italiani. Pare infatti che questo disturbo colpisca il 33% delle persone, almeno stando ad una rilevazione condotta da un settimanale online. La verità è che non disponiamo di stime più precise, poiché la sindrome da rientro non è riconosciuta dalla psichiatria ufficiale e quindi non c’è letteratura sufficiente per esporre dati certi sul fenomeno. Nella visione psicologica classica si tratta, infatti, di una comune sindrome da adattamento, ovvero di una risposta dell’organismo allo stress di doversi riadattare alle abitudini di vita che erano state abbandonate durante le vacanze.

Le manifestazioni…

I disturbi provati al rientro delle vacanze ma, soprattutto, alla prospettiva di dover tornare ai soliti ritmi della vita quotidiana sono: stanchezza, malinconia, deflessione dell’umore, disturbi del sonno, ma anche dolori muscolari, nausea, tachicardia, sudorazione eccessiva e calo dell’appetito. La prevalenza del singolo sintomo è soggettiva ed in generale il quadro è tanto più intenso quanto più si ha la percezione di lavorare in un ambiente ostile o comunque non congeniale. Chi fa un lavoro gratificante o appagante in termini economici o di rapporto con i colleghi in genere è meno soggetto a sviluppare disturbi al rientro dalle vacanze. sindrome da rientro

Come combatterle?

Come possiamo fare allora per combattere lo stress da rien­tro? Ecco alcuni suggerimenti pratici: Cercare di dormire per un tempo sufficientemente lungo: passare dalle 8-10 ore di sonno durante le vacanze a 6-7 ore al rientro può essere traumatico. Recuperare gradualmente, magari tenendo 2-3 giorni per rimanere a casa ed abituarsi al nuovo ritmo. Cercare, inoltre, di dormire in ambienti bui e silenziosi, rinunciando a Tablet e telefonini prima di coricarsi. sindrome da rientro
Praticare un’attività fisica leggera, basta una mezz’ora di camminata al giorno o, se lo si preferi­sce, ci si può dedicare allo yoga, al pilates e in generale alle ginnastiche dolci. Evitare invece di praticare attività fisica intensa di sera, potrebbe disturbare il regolare riposo. Preferire un’alimentazione leggera e regolare, prediligendo frutta, verdura, legumi e cereali, riducendo il consumo di carni rosse e dei grassi. Ricordare, inoltre, il consiglio sempre valido di bere molto per mantenere un corretto stato di idratazione dell’organismo.

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tornare a lavoro

Dedicarsi ad un hobby, possibilmente rilassante, dando spazio alla fantasia: pit­tura, decoro, lavori a maglia, uncinetto, decoupage ecc. Passare del tempo all’aria aperta. Questo aiuterà l’organismo a regolarizzare il rit­mo sonno/veglia. sindrome da rientro

Cercare di essere sistematici: se sono stati lasciati in sospeso dei lavori prima di andare in ferie, fare un a lista di tutto ciò che deve essere affrontato al rientro. Questo aiuterà ad organizzare il tem­po e non lasciarsi sopraffare dall’ansia. Guardare il lato positivo del rientro: dedicarci a nuovi interessi, a qualche nuovo acquisto da fare, a libri da leggere quando le giornate saranno più corte.

Programmare un week end fuori porta, anche solo per una breve gita. Aiuterà ad avvertire meno il distacco dalle vacanze e favorirà il relax. Uscire dalla routine. Spesso ciò che ci stressa davvero della nostra vita lavorativa è l’abitudine. Proviamo a cambiare percorso per andare al lavoro, abituandoci ad alzarci qualche minuto prima per preparare una colazione diversa, o in aggiunta, provare, se possibile, a cambiare il posto in cui si lavora (anche solo l’ufficio). Rimanere in un ambiente silenzioso per qualche minuto prima di dedicarsi al lavoro. Respirare lentamente e a fondo per almeno 5 volte consecutive prima di cominciare un lavoro pesante o impegnativo. sindrome da rientro

Alla fine di questo compito regalarsi una gratificazione: il proprio piatto preferito, una seduta di massaggi, una passeggiata in un luogo piacevole o anche un semplice cioccolatino. Prendersi una pausa a metà mattina o metà pomeriggio sfruttandola  per rimanere in contatto con qualche amico o con il proprio partner.

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post vacanza

Utilizzare un rituale da ripetere alla chiusura della giornata lavorativa: una passeggiata, l’ascolto della musica preferita ecc. sindrome da rientro

Pronti per Settembre

Per tirare le somme di questa nostra disamina, possiamo dire che, anche se non vi è un ac­cordo unanime sull’esistenza della “sindrome da rientro”, il fatto di sentirci stanchi o sfiduciati è comune a molti (a prescindere dai dati numerici in sé). Infatti sono molte le persone che speri­mentano al rientro dalle vacanze uno o più sintomi di cui abbiamo parlato in questo articolo. Proviamo quindi a mettere in atto le semplici regole e, se la situazione dovesse essere troppo dura da affrontare, chiediamo aiuto al nostro medico di medicina generale che saprà darci una mano per affrontare al meglio eventuali maggiori difficoltà.

Dott. Luca Ferlito
[email protected]
Cell 3334472360

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