Immigrazione clandestina a Napoli, sette persone arrestate: tra questi anche alcuni poliziotti

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Si è da poco conclusa l’operazione della Procura di Napoli che ha permesso di sgominare una banda che si occupava di immigrazione clandestina. A far partire le indagini è stata una segnalazione relativa a un finanziamento al terrorismo, per il quale un algerino si occupava di inviare soldi a intrattenere legami con uno degli organizzatori degli attentati di Parigi.

Immigrazione clandestina a Napoli

Come raccontato da Repubblica.it nel corso degli ultimi tempi sarebbero stati quasi 140 i permessi di soggiorno concessi indebitamente da un’organizzazione criminale che operava nel territorio grazie anche al supporto di alcuni ex poliziotti. La procura di Napoli ha definito l’organizzazione “Un agguerrito network criminale specializzato nel ottenere indebitamente rilascio e rinnovo di permessi di soggiorno a favore di cittadini extracomunitari, molto spesso privi dei necessari requisiti di legge, attraverso l’utilizzo di documenti legalmente ottenuti“.

Sette persone arrestate: nel mirino due poliziotti

Come abbiamo spiegato all’inizio di questo nostro articolo sono sette le persone arrestate dal nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, che ha agito in collaborazione con la squadra mobile. Le persone in questione sono accusati di associazione a delinquere detti del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla corruzione. nel mirino dell’operazione sono finiti anche alcuni ex poliziotti impiegati all’ufficio immigrazione della Questura di Napoli. Tra questi risulta esserci Vincenzo Spinosa, nonché ex ispettore di polizia già in servizio nell’ufficio immigrazione, il quale si sarebbe occupato di sovrintendere e coordinare “l’intera filiera dei servizi offerti alla clientela“.
Durante le indagini, condotte dal pm Mariella di Mauro e Catello Maresca e coordinate dell’aggiunto Giuseppe Borrelli, sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari che hanno visto il coinvolgimento di altre nove persone indagate a vario titolo.

Finanziamenti al terrorismo

In questo frangente è stato possibile scoprire anche dei finanziamenti al terrorismo del Gico di Napoli, cominciati nel 2016 e nella nota resa pubblica da Repubblica.it è possibile leggere: “Una segnalazione di operazione sospetta riguardante un soggetto di nazionalità algerina residente a Napoli, il quale risultava aver effettuato, per il tramite di alcune agenzie di money transfer del capoluogo campano, diverse movimentazioni di denaro “da” e ‘verso’ Paesi dell’Unione Europea (tra cui Francia e Belgio)“.

Erano operazioni tutte per importi al di sotto dei mille euro, ritenute potenzialmente riconducibili a contesti di terrorismo di matrice islamica. Tanto che, tra i soggetti nel mirino degli inquirenti, figurava un altro cittadino algerino, residente in Belgio che, sulla base dei primi riscontri, avrebbe avuto stretti legami con il noto militante jihadista Abdelhamid Abaaoud , sospettato di essere uno degli organizzatori delle azioni terroristiche perpetrate a Parigi il 13 novembre 2015 e ucciso in un’operazione della polizia francese cinque giorni dopo“.

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