28 Maggio 2019
Fallimento Mercatone Uno, il disastro era annunciato. Usb: anche colpa “dei sindacati concertativi”
L’USB al fianco dei lavoratori di Mercatone Uno, ma il disastro del fallimento era annunciato. Il sistema non funziona e deve cercare alternative.
Da Carrefour alla crisi Auchan
È passato più di un anno dall’inizio della crisi dell’Auchan ma sembra essere passato meno di un giorno. La storia si ripete anche, in termini di perdita di livelli occupazionali con il Mercatone Uno. Se nel caso dell’Auchan, secondo un report di Medio Banca, che fu riportato giorno 8 aprile del 2018 dal Il Fatto Quotidiano, dietro la crisi del colosso francese vi era il 21% di perdita di fatturato dal 2012 al 2016, la rovinosa caduta di Mercatone Uno è stata verticale. I 90 milioni di debiti in 9 mesi dall’acquisizione da parte della Shernon Holding sono i segni di un dramma economico e anche di cultura commerciale e finanziaria oramai allo sfascio che cede il passo ai nuovi colossi come Amazon.
Le solite manfrine dei “sindacati concertativi”
Su questo punto si è dormito parecchio ed è proprio questo che l’Usb, sigla sindacale che è accanto ai lavoratori di Mercatone Uno, denuncia con forza. Infatti in una nota l’organizzazione sindacale sottolinea come “i soliti sindacati concertativi, d’altro canto, fin dal 2015, anno di inizio della crisi aziendale, altro non hanno fatto che indirizzare lavoratrici e lavoratori a collaborare con un “lavoro proficuo” alle continue riorganizzazioni aziendali, fatte di commissariamenti, cassa integrazione, riduzione delle ore lavorate, che avevano già fatto sfumare circa 800 posti di lavoro“. In poche parole, le solite manfrine, i soliti sistemi per curare però una malattia nuova: la perdita di profitto, l’eccessivo indebitamento, che prima o poi non risulta essere più sostenibile.
Una strategia perdente
Eppure era tutto evidente, sotto gli occhi di tutti, fin da prima della crisi Auchan. In Italia, infatti, un’azienda francese ci ha visto lungo ed ha disinvestito. Nel 2014 la Carrefour si ritirò dal mercato del Belpaese, lanciando un segnale forte, che evidentemente non è stato recepito. In quel rapporto di Mediobanca su Auchan, si fa infatti riferimento ad una strategia commerciale fatta ad hoc per cannibalizzare il territorio con apertura di punti vendita ravvicinati fra loro. Palesemente perdente oggi porta a nuovi disoccupati, tenuti all’oscuro “sul reale e disastroso stato di salute dell’azienda di appartenenza” dice Usb che chiede il “perché non siano stati salvaguardati in alcun modo posti di lavoro, nonostante anni di lacrime e sangue“.
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Amazon ringrazia. Usb: “i soliti sindacati concertativi”
La Sheron Holding, dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con 250 milioni di euro di debiti nei confronti di oltre 500 società fornitrici, chiude di colpo tutti i 55 punti vendita in Italia. Se questa non è una conferma che un sistema di vendita non funziona più, o non ha mai funzionato, qualcosa davvero è da rivedere nella cultura economica italiana, dove tanta capacità economica e lavorativa non riesce a produrre un profitto economico adeguato. Sarà sbagliato il mercato in cui si investe? Bisogna provare una riconversione produttiva e lavorativa? Domande che giriamo agli esperti, ma intanto Amazon ringrazia per l’inerzia del sistema visto che fatturerà di più avendo un concorrente di mercato in meno. Nel mentre riecheggiano le parole dell’Usb a definizione dei sindacati di oggi: “i soliti concertativi”.







