Verona, candidato “sbagliato” vince concorso e l’Università blocca la cattedra

0
281

Succede a Verona, dove un candidato “sbagliato” vince un concorso per una cattedra come professore associato, ma l’Università blocca tutto. Il Tar da ragione al vincitore, ma tutto è ancora fermo.

Università di Verona rifiuta vincitore concorso

Nel Paese dove per ogni caso vi è bisogno di una delibera per decidere se applicare o meno un regolamento, una norma e dove serve un decreto attuativo per l’applicazione della legge, qualcosa non funziona e l’Università di Verona oggi diventa un esempio di come l’Italia sia diventata la terra degli inciuci da parte di furbetti, raccomandati e sottobanchisti. Questo perché un candidato “sbagliato” vince un concorso, ma l’Università sta facendo di tutto per non prenderlo.

La Commissione nomina il candidato “sbagliato”

Il posto in gioco al concorso del 2017 è quello di professore associato di francese all’Università di Verona. I candidati sono due: Paola Perazzolo, ricercatrice di ruolo dello stesso dipartimento, e Riccardo Benedettini, che ha svolto lì diversi incarichi (assegni di ricerca o contratti di insegnamento) ma non è strutturato. Nei fatti una è già interna all’Università, mentre il secondo è un esterno. Entrambi sono giudicati idonei a partecipare al concorso, che viene vinto dal secondo candidato, quello “sbagliato”. La commissione esaminatrice lo valuta ottimo sia per pubblicazioni che per curriculum e prova didattica. Per la Paola Perazzolo invece solo giudizi sufficienti e discreti. A vincere è quindi Benedettini, che si aspetta il posto da professore associato.

L’ Università cancella la cattedra

La nomina però non arriva. Il Consiglio, che deve deliberare, prende tempo ed una volta non raggiunge il numero legale e dopo un mese, in modo abominevole e senza diritto alcuno si permette di giudicare il lavoro della commissione esaminatrice su cui addirittura pone dei dubbi ed indovinate a favore di chi? Della loro strutturata ovviamente. Praticamente Benedettini nuovo non è gradito, tanto che con l’irrituale voto segreto deliberano per sopprime la cattedra. La motivazione è che “le esigenze didattiche sono venute meno”. Traduzione o la nostra candidata o niente.

Il Tar boccia l’Università

Benedettini impugna la delibera dell’Università al Tar che gli dà ragione. Anche se per l'”assurda” legge italiana, che sembra scritta da inciuciari e professionisti dell’imbroglio, permette al Dipartimento di rinunciare al nome dato dalla commissione, per il Tar “La mancata chiamata”, non è dovuta alla “soppressione del posto” ma il contrario,  con “evidente stravolgimento sul piano logico”. Per i giudici amministrativi è anche ingiustificato il voto segreto con cui si è bocciata la nomina e condanna l’Università di Verona per “l’acclarata illegittimità delle deliberazioni”: “La mancata approvazione della proposta di chiamata – si legge – costituisce un indubbio arresto che impedisce il fisiologico evolversi del procedimento”. In più il Tar passa gli atti in Procura chiamata ad stabilire se vi sono profili penali.

Come finirà?

Alessandra Tomaselli, nuova direttrice del Dipartimento a Il Fatto Quotidiano spiega che “L’amministrazione ottempererà alla sentenza”. Su come però non lo dice. Nominerà Benedettini? Oppure annullerà i vizi formali dell’annullamento della cattedra? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina: ma non è che il concorso era una farsa per assumere come professoressa la Perazzolo? Speriamo di sbagliarci ma il rischio della soppressione momentanea della cattedra e di un nuovo concorso con criteri più restrittivi per favorire la candidata interna sembrano alti.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui