Catania, bastonate a sessantenne, ricettazione e estorsioni: tre arresti

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arresto carabinieri

La cronaca locale ci riporta la notizia di una violenza di gruppo consumata contro un sessantenne, vittima di bastonate. I Carabinieri hanno arrestato tre uomini, ritenuti responsabili e sono stati contestati loro anche altri reati.

Bastonate a sessantenne

Un uomo di sessantanni è stato vittima di una violenza di gruppo perché il giorno prima aveva rimproverato alcuni ragazzi dato che erano eccessivamente rumorosi. Questi lo hanno preso a bastonate alla presenza della moglie, utilizzando mazze da baseball. Talmente le hanno usate con veemenza che una di esse si è pure spezzata, a seguito dei colpi. L’episodio è successo a Misterbianco, in provincia di Catania.

I presunti responsabili sono stati individuati dalla Polizia e arrestati. Sono stati contestati loro anche altri reati che li hanno visti sempre protagonisti in diversi episodi, oltre a quello dell’uomo di sessantanni preso a bastonate.

Gravi lesioni, ma fuori pericolo

L’uomo di sessantanni, vittima dell’aggressione, è stato lasciato sanguinante a terra. Successivamente è stato portato all’Ospedale Garibaldi di Catania e ha riportato gravi lesioni. Così è stato prontamente medicato ma, per fortuna, non riversa in condizioni di salute preoccupanti.

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bastonate a uomo
Fonte Foto: lasicilia.it
Catania, bastonate a sessantenne, ricettazione e estorsioni: tre arresti

“Cavallo di ritorno” bastonate a sessantenne

I Carabinieri di Misterbianco hanno arrestato Giombattista Marchese, di 43 anni, Pietro Monaco, di 18 anni, e anche un diciassettenne, appartenente ad una famiglia legata alla criminalità organizzata. Sono stati contestati diversi reati a questi soggetti, ritenuti responsabili anche della violenza di gruppo consumata ai danni dell’uomo di 60 anni preso a bastonate e lasciato in strada.

In particolare, i tre uomini utilizzavano la tecnica del “cavallo di ritorno“: rubavano un’auto, successivamente se il proprietario la voleva nuovamente indietro, doveva pagare loro una somma e, se non lo faceva, i responsabili minacciavano di distruggere la vettura.

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