Cara di Mineo verso la chiusura: “Futuro incerto per i migranti”

1
265
Cara castelnuovo Sant'egidio teme per Mineo

L’imminente chiusura del Cara di Mineo , centro per i richiedenti asilo nella provincia di Catania preoccupa la Rete antirazzista : ” Sistema di accoglienza smantellato “. Si teme che i migranti finiscano in strada o che diventano vittime di sfruttamento

Cara di Mineo verso la chiusura

Il centro per richiedenti asilo in provincia di Catania prossimo alla fine, per alcuni anni e adesso vive da invisibile sfruttato nei campi, è in attesa di capire cosa lo riserverà un futuro sempre più incerto e chi, in stato di forte vulnerabilità, se non aiutato regolare, rischia di finire in strada. Sono le preoccupazioni di molti richiedenti asilo che la Rete antirazzista catanese cerca di seguire. Siamo davanti ad un sistema di accoglienza che è una prima cosa che si fa in compagnia di diverse parti, adesso è quasi completamente smantellato e sta affondando del tutt ” – sottolinea Alfonso Di Stefano portavoce della Rete antirazzista -.I migranti sono sempre di più un popolo di invisibili vittime di un sistema Nei fatti, anche con il lavoro prezioso per i diritti umani per esempio in Cara, anche a Ragusa, si trova ad intercettare una percentuale bassa solo dei casi più critici considerando che ci sono anche le altre situazioni dei migranti sparsi per la Sicilia. Purtroppo, ciò che è teme è, inevitabilmente, la crescita dei desideri senza dimora di persone che si trovano nel giro di varie forme di sfruttamento da invisibili. Nonostante tutto, anche se distribuiamo una macchia di leopardo, ci sono venite noi tante borse di resistenza determinate che funzionano in rete per un’affoglienza dal basso che fa fronteggiare il sistema facendo un lavoro di denuncia e sostegno sensibilizzazione sociale “.

“Lavoro nelle campagne per la raccolta”

Davanti all’ingresso principale del Cara , presieduto dai militari, aleggia il silenzio più assoluto e si respira un’aria di pesante desolazione per la dismissione graduale del centro. Lungo la strada si incontrano alcuni migranti che arrivano in bicicletta e molti altri che trascinano grandi carrelli di spesa pieni di roba che portano nei luoghi dove adesso vivono. Seduti a terra su delle cassette di frutta Vuote C’è un piccolo gruppo di giovanissimi migranti in attesa di un passaggio per Andare a Mineo , Il Paese Più Vicino Che Sorge Su Una Collina e dista circa Un’ora collegate a piedi. A loro i volontari della rete danno un foglio che in francese e in inglese li informa suicambiamenti legati alla nuova normativa in materia di immigrazione . Sono stato al Cara due anni – racconta H. del Senegal , 19 anni – Ora sono nel mio paese di Grammichele (Catania) e lavoro nelle campagne per la raccolta di pomodoro e fagiolini, è una serie di libri in inglese e in italiano. di soggiorno fino al 2020. Vorrei cambiare la mia vita in questo momento nessuno è aiutato ad aiutarci in modo regolare ma solo ad approfittare di noi per sfruttarci“.

continua dopo la foto

“Fra sei 6 mesi scade il permesso”

EBD 49 anni, della Costa D’Avorio, vive nel Cara da 3 anni e da 11 mesi aspetta la risposta per potere entrare in uno sprar. Fra 6 mesi mi scade il permesso umanitario e ancora non so se riuscirò ad entrare in uno sprar – racconta con molta preoccupazione -.Nel mio paese ho fatto l’autista, la guida turistica e il magazziniere. Nonostante il caos che è stato, entro tantissimi attestati: cura dell’orto biologico, corso di informatica, scuola, attività sportiva, volontario per la comunità di Sant’Egidio. Ho preso la patente B ma adesso non così sarà il mio futuro. Ad ogni modo, sembra ad aiutarci, ho ancora una speranza, confidando nelle persone sensibili delle associazioni che non sono solo e abbandonati senza più punti di riferimento “.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook , Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram .

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui