Esplosione a Roma, 3 feriti su 9 sono bambini: grave il sindaco Emanuele Crestini

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Nel corso delle ultime ore è stata diffusa la notizia secondo cui nel comune di Rocca di Papa si è verificata un’esplosione in un palazzo dove sono rimaste ferite 9 persone 3 dei quali sono dei bambini. Tra le persone coinvolte anche il sindaco Emanuele Crescini.

Esplosione a Roma nel comune di Rocca di Papa

Nel corso della giornata di oggi si è verificato esplosione nel palazzo che ospita il comune di Rocca di Papa, in provincia di Roma nota come fa le città dei castelli Romani. Esplosione questura si è verificato intorno alle 11:30 e nella defecazione rimasto ferito anche il sindaco Emanuele Crestini. L’uomo è in gravi condizioni e ha riportato ustioni su grean parte del corpo. Insieme a lui in quel momento si trovavano 8 persone tre dei quali sono bambini.

3 bambini colpiti da schegge di vetro e calcinacci

Al momento non sono state rese note le dinamiche dell’esplosione che coinvolto il palazzo che ospita il comune di Rocca di Papa, durante alcuni lavori stradali. A causare il tutto sarebbe stata una conduttura gas rotta durante le operazioni dalla quale poi partivano esplosione.

I 3 bambini, tutti appartenenti alla scuola materna dell’Istituto comprensivo Leonida Montanari, in questione però non si trovavano all’interno del palazzo che a sfiga il comune della città dei Castelli romani. Secondo quanto reso noto la scuola in questione si trova nei pressi del centro urbano e i bambini sono stati colpiti da alcune schegge di vetro e calcinacci. Stefano, il proprietario di un bar, come riporta TgCom ha dichiarato: “Stavamo lavorando quando abbiamo sentito un boato fortissimo. Siamo usciti fuori dal bar di corsa e abbiamo visto fumo provenire dalla zona del Comune. Ci siamo precipitati lì sapendo che accanto c’è la scuola e con diverse persone ci siamo adoperati per far evacuare i bambini dall’altra parte della scuola – continua -. Lo scenario era bruttissimo perché uscivano persone a piedi dal palazzo del Comune con ustioni e non sapevamo se dentro ci fosse ancora qualcuno“.

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