Offese alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino: “Con strafottenza e ignoranza buttano fango”

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Sta facendo parecchio discutere il caso relativo alle offese fatte alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino fatte da due cantanti neomelodici. Questa inchiesta inaugurerà il programma Realiti condotto da Enrico Lucci.

Offese alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino

A intervenire sulla questione è stata Laura Paxia, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Vigilanza Rai in una nota alla stampa ha dichiarato: “Non possiamo, nella maniera più assoluta, spendere i soldi dei contribuenti per vedere in trasmissioni Rai ospiti come Leonardo Zappalà che con strafottenza e ignoranza buttano fango sul nome e sulla memoria di Falcone e Borsellino. Pertanto questa mattina ho allertato la RAI in merito al contenuto, grave e imbarazzante, del programma Realiti“.

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“Ha parlato di Falcone e Borsellino”

Nella nota Laura Paxia, membro della Commissione Vigilanza Rai, continua affermando: “Il cantante neomelodico, durante la trasmissione parlando di Falcone e Borsellino ha detto: «Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro». Ritengo sia stato inopportuno invitare in trasmissione chi più volte si è vantato di essere nato lo stesso giorno di Al Capone e che si fa chiamare ‘Scarface’. Il servizio pubblico non può addossarsi il rischio di far passare messaggi che denigrano istituzioni come Falcone e Borsellino. Inoltre durante la trasmissione è stato intervistato tale Nico Pandetta il quale ha ammesso di essersi finanziato il suo primo cd con i soldi di una rapina“.

Per questa ragione, in qualità di membro di Vigilanza Rai, è stata mia premura – conclude la deputata – inviare un quesito al Presidente e all’Amministratore Delegato Rai perché si intervenisse sul fatto in maniera incisiva e con piacere ho appreso dell’apertura dell’inchiesta interna come da me richiesto. Ora servono meno errori e più lavoro per i cittadini che pagano un servizio pubblico“.

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