Telefonata minatoria al giornalista Leopoldo Gargano. Solidarietà di Ucsi Sicilia

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Una telefonata minatoria, rivolta al giornalista Leopoldo Gargano, è arrivata al centralino del Giornale di Sicilia.

Telefonata minatoria al giornalista Gargano

Stamattina intorno alle 10 al centralino del Giornale di Sicilia è arrivata una telefonata in cui un uomo, senza fornire le proprie generalità, pronunciava le seguenti frasi: “Gargano scrive troppe minchiate”. “Qui parla la famiglia Lo Piccolo.” “Vi mettiamo una bomba e vi facciamo saltare tutti in aria.” Chiudendo subito dopo la telefonata. Immediatamente, riferisce Gds.it, l’episodio è stato segnalato alla Polizia, a cui è stato fornito il numero di cellulare di provenienza della telefonata minatoria.

Il commento del Giornale di Sicilia

Questa direzione -scrive il Giornale di Sicilia online – non può che prendere atto dell’ennesimo episodio di tentativo di intimidazione nei confronti del Giornale di Sicilia, che nelle sue cronache quotidiane ha il solo torto di raccontare fatti e notizie con obiettività, rigore professionale e completezza di informazione, senza fare sconti a nessuno. Cosa che evidentemente spiace a molti“.

Solidarietà da parte di Ucsi Sicilia

In un comunicato l’Usci Sicilia ha espresso la propria solidarietà verso il collega del Giornale di Sicilia. “La rabbia dei mafiosi ci fa capire che la mafia la devono combattere tutti e non solo i giornalisti, noi  non abbasseremo la guardia convinti che le istituzioni saranno al nostro fianco, contro il male oscuro che uccide l’economia e la nostra libertà” – ha detto il presidente regionale dell’Ucsi Domenico Interdonato. “Esistono condizionamenti esterni con cui chi fa questo mestiere deve fare i conti ogni giorno tra accuse – ha aggiunto il Consulente Ecclesiastico dell’Ucsi Sicilia don Paolo Buttiglieri–  denigrazioni, attacchi di parte, minacce. La libertà di stampa è prima di tutto libertà e diritto di ogni cittadino ad essere informato. Difendiamola”.

Anche la redazione di Free Press Online è vicina al collega Gargano e a tutte le vittime di atti intimidatori. Se la libertà di stampa è un diritto, doveroso è esercitarla da parte dei giornalisti.

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