Eliana Michelazzo incontra il vero Simone Coppi, l’uomo vuole denunciarla ma poi ci ripensa

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Il caso Mark Caltagirone e i suoi effetti collaterali continuano ad essere protagonisti del gossip e degli spettacoli di Barbara D’Urso. Eliana Michelazzo incontra Simone Coppi, o per meglio dire l’uomo che immaginava fosse l’uomo al quale è stata legata per 10 lunghi anni.

Eliana Michelazzo incontra il vero Simone Coppi

In occasione della nuova puntata di Live-Non è la D’Urso, Eliana Michelazzo ha avuto modo di incontrare l’uomo che pensava fosse Simone Coppi durante tutti questi lunghi anni di finto matrimonio. Quando la donna ha incontrato Stephan Weirel, ex mister Svizzera, ecco che spiega: “Io ti ho amato follemente, mi scrivevi tantissime cose belle, mi arrivavano delle tue foto in chat, ho fatto anche sesso virtuale ci sono miei video e foto nude, scusami mi vergogno perché non capisci e quindi capisco la tua posizione. Io ho creduto veramente che tu esistevi e che un giorno venivi da me“. Successivamente Eliana Michelazzo continua dicendo: “Ho ricevuto una cosa di matrimonio che tu e io eravamo sposati perché c’era un nonno molto potente che aveva fatto in modo che io e te eravamo fidanzati e sposati per la legge solo che io non risultavo in Italia ma al Vaticano. Ho detto bugie per tutti questi anni perché ho creduto realmente che tu c’eri“.

Stephan Weirel rinuncia alla denuncia

Subito dopo il racconto di Eliana Michelazzo, Stephan Weirel afferma di essere disposto ad agire penalmente al fine di tutelare la sua persona, con un colpo di scena ecco che l’uomo cambia idea e rinuncia alla denuncia.

Nel frattempo Eliana Michelazzo pubblica una foto su Instagram insieme a lui e la sua gente, accompagnata dal seguente commento: “Finalmente ti ho guardato negli occhi. Ho capito che avevo di fronte una persona spaventata e che si è trovata in questa storia senza aver fatto nulla. Ho aspettato un tuo abbraccio per tanti anni .. ma sapevo che non lo potevo fare, perché esiste il rispetto, era tutto nella mia testa, ma la cosa che mi rende più felice è che tu e la tua manager avete visto tutta la mia storia, avete visto le foto che in questi anni sono state inviate a me. Alla fine l’ho visto crescere e diventare uomo, con le parole belle che mi tenevano legate a lui. Avvertivo un senso di protezione e comunque esteticamente sarai sempre il mio ‘uomo ideale’, non sarai magistrato antimafia minorile, ma hai a che fare con dei ragazzi, quindi insegnante, con gran testa“.

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