Palermo, disabile trovato senza vita su un marciapiede: si vaglia l’ipotesi di un omicidio

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Giarre sotto shock

La cronaca locale ci consegna la notizia di un nuovo caso di un probabile omicidio. Un disabile è stato trovato senza vita su un marciapiede di fronte la sua abitazione in provincia di Palermo. Gli inquirenti non escludono nessuna pista, ma quella più probabile è che si tratti proprio di un omicidio.

Disabile trovato senza vita su un marciapiede

A San Cipirello, in provincia di Palermo, in Via IV Novembre un uomo disabile, Nunzio Agnello, è stato trovato privo di vita sul marciapiede di fronte la sua abitazione. L’uomo di 41 anni viveva con la madre Rosa, la sorella Giovanna e il fratello Giuseppe che è stato colui che ha fatto la triste scoperta e ha avvertito le forze dell’ordine.

Le indagini dei Carabinieri

I Carabinieri di Monreale, insieme al medico legale, il pm di turno, gli esperti della sezione Scientifica e i sanitari del 118 si sono recati sul posto. L’uomo, all’arrivo dei soccorsi, era già deceduto da un po’ e a nulla è servito il loro intervento. Si procederà con l’autopsia sul cadavere per stabilire le cause della morte.

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disabile morto a palermo
Immagine di repertorio

Si vaglia l’ipotesi dell’omicidio: il racconto del fratello

Al momento, nessuna pista è esclusa dal vaglio degli inquirenti. C’è da dire che quella più probabile è che si sia trattato di un omicidio, dato che il cadavere di Nunzio Agnello è stato ritrovato con una ferita al volto e, sul suo corpo, sono evidenti altri segni di violenza.

I familiari raccontano che la vittima non rincasava da giovedì sera alle 19.45 dopo aver ricevuto una telefonata. Sembra che si sia recato a piedi fino ad una piazza, in cui aveva un appuntamento. Secondo quanto ha dichiarato il fratello Giuseppe a Gds.it: “Risultava irraggiungibile. Sabato ero andato come ogni mattina a controllare la casa che abbiamo qui vicino. Ho sentito cattivo odore e ho visto il corpo di mio fratello per terra davanti alla porta, nascosto dietro al muretto con accanto lo zaino nero che portava sempre con sé. Così ho chiamato i soccorsi“.

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