Processo Muos, l’appello alle battute finali

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Il processo d’appello per il presunto abusivismo del Muos di Niscemi (Cl) va verso le battute finali. La sentenza potrebbe essere emessa già alla uprossima udienza del 18 luglio del 2019.

Gli imputati nel processo d’Appello

Si è tenuta ieri presso la Corte d’Appello del Tribunale di Catania un’udienza del processo per i reati d’abuso edilizio e violazione della legge ambientale nella costruzione del Muos a Niscemi (Cl). Gli imputati sono: l’ex dirigente dell’assessorato regionale Territorio e ambiente, Giovanni Arnone, il presidente della «Gemmo Spa», Mauro Gemmo; i titolari di due imprese che hanno lavorato in subappalto: Concetta Valenti della «Calcestruzzi Piazza Srl», Carmelo Puglisi, della «Pb Costruzioni». Loro sono i 4 dei 7 imputati assolti dal Tribunale di Caltagirone, dove si è celebrato il processo di primo grado con il rito abbreviato.

Le accuse della Procura di Caltagirone

Il procuratore capo di Caltagirone, Giuseppe Verzera, aveva presentato ricorso contro la sentenza di assoluzione, nel quale evidenziava cheIl Muos ha quale esclusiva funzione il coordinamento degli apparati militari americani ubicati in tutto il mondo, ma in alcun modo può servire alla tutela della Nazione Italiana. Per queste ragioni lo Stato Italiano non ha alcuna competenza su quella struttura se non un mero potere di vigilanzaLa prossima udienza si svolgerà il 18/07/2019, durante la quale probabilmente verrà emessa la sentenza.

I tre imputati con il rito ordinario

Per gli altri tre imputati (Adriana Parisi, responsabile della «Lageco», società che hanno costituito l’Associazione temporanea di imprese denominata ‘Team Muos Niscemi” che si è aggiudicata l’appalto (gara del 26 aprile 2007), il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi, e l’imprenditrice Maria Rita Condorello della «Cr Impianti srl») il processo sta invece proseguendo con rito ordinario, davanti ad altro giudice.

Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero realizzato il Muos senza la prescritta autorizzazione, assunta legittimamente o in difformità da essa” ed avrebbero “eseguito e facevano eseguirei lavori per la realizzazione del Muos, insistenti su beni paesaggistici, all’interno della riserva orientata denominata Sughereta di Niscemi, in zona A, di inedificabilità assoluta, in un sito di interesse comunitario”. In pratica in un’area di inedificabilità assoluta e in violazione del decreto che ha istituito la riserva “Sughereta di Niscemi. A processo per i medesimi reati è andato anche un cittadino statunitense, Mark Gelsinger, nei confronti del quale procede l’autorità giudiziaria statunitense.

Le parti civili ammesse

Al processo sono state ammesse 11 parti civili tra le quali il Comitato No Muos. Le altre sono: l’associazione antimafia Rita Atria, Legambiente, Arci, Wwf, il professor Giuseppe Maida, circolo Piazzambiente, Codacons, Codici onlus, Codici Sicilia e il Comune di Niscemi.

Le manifestazioni dei No Muos

Durante l’udienza in Corte d’Appello, davanti al Tribunale di Catania i No Muos hanno dato vita ad un presidio pacifico. La loro lotta, fanno sapere dal Comitato, prosegue anche fuori dalle aule dei tribunali. Il 12 giugno si è tenuto un convegno a Catania,il 15 giugno vari comizi nelle strade di Niscemi. Le prossime iniziative dei No Muos consistono il una manifestazione regionale prevista per giorno 21. Di seguito un campeggio a contrada Ulmo da 2 agosto che terminerà il 4 agosto con una manifestazione a Niscemi.

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