Catania nuovo colpo alla mafia, Giuseppe Guglielmino: confisca milionaria a uno dei membri del clan Cappello

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Confisca beni imprenditori vicini Matteo Messina Denaro

Nuovo duro colpo messo in atto alla magia. Nei giorni scorsi, il Tribunale di CataniaUfficio Misure di Prevenzione, ha disposto nei confronti dell’imprenditore Giuseppe Guglielmino, pregiudicato, in atto detenuto, la confisca di numerosi beni immobili, mobili registrati, società di capitali, imprese individuali e rapporti finanziari, intestati ai familiari più vicini e a terzi estranei, ma tutti riconducibili all’interessato.

Catania nuovo colpo alla mafia

I beni confiscati erano stati già oggetto di sequestro di prevenzione eseguito dalla Questura di Catania nell’agosto 2017, in applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale irrogata dal medesimo Tribunale di Prevenzione, frutto di un’attività investigativa cominciata nel 2017 da un gruppo integrato di personale della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile, compendiata nella proposta avanzata il 15 maggio 2017 dal Questore di Catania.

Chi è Giuseppe Guglielmino?

L’attività investigativa ha permesso di delineato la figura di Giuseppe Guglielmino, imprenditore del settore ecologico, ritenuto soggetto socialmente pericoloso e abitualmente dedito a traffici illeciti, chiaramente organico al clan mafioso “Cappello”, distintosi per la capacità di inserirsi in vari settori dell’economia, in specie nel delicato settore della raccolta e trattamento dei rifiuti, con appalti in diversi comuni siciliani, nonché in territorio campano e calabro, ottenuti grazie all’appoggio del suddetto clan, che poteva a sua volta contare sull’interessamento delle “famiglie” alleate operanti in quei territori.

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Lista dei beni sequestrati

Inoltre, attraverso il reimpiego di denaro provento delle attività illecite, Giuseppe Guglielmino era attivo nell’acquisto di beni e nella costituzione di imprese commerciali a lui riconducibili e con ciò procurando maggiori illeciti arricchimenti per il sodalizio criminale di appartenenza e per sé stesso.

Tra i beni di Giuseppe Giglielmino troviamo:

  • la totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società GEO AMBIENTE S.R.L., con sede legale in Belpasso e due sedi secondarie site nella provincia di Cosenza: Belvedere Marittimo e Sangineto;
  • la totalità dei beni aziendali e strumentali dell’Impresa individuale CONSULTING BUSINESS di Giuseppe Guglielmino, con sede legale in San Gregorio di Catania;
  • la totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società CLEAN UP S.R.L., con sede legale in Motta Sant’Anastasia (CT);
  • la totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società ECO LOGISTICA S.R.L. con sede legale in Aci Sant’Antonio (CT);
  • la totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società ECO BUSINESS S.R.L., con sede in Siracusa, e sede secondaria a Belpasso (CT);
  • la totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società WORK UNIFORM S.R.L., con sede legale Catania.

Oltre al patrimonio aziendale, Giuseppe Guglielmino aveva investito anche in immobili, anch’essi passati nella piena proprietà dello Stato, essendo stati confiscate quattro unità immobiliari a Catania, due a Fiumefreddo di Sicilia e uno a Bronte.
Oltre ad aziende e immobili, la cosca aveva a disposizione un nutrito e variegato parco veicolare, anch’esso confiscato: un’Audi S3 1.8 Turbo, due Daimler Chrysler, un’Alfa Romeo, una Mercedes, una Fiat Uno, due autocarri (Peugeot e Fiat), un autocarro Unic 190 e due Fiat 500. Il valore complessivo dei beni sequestrati, stimato in circa 12 milioni di euro, sarà, da adesso, gestito da un Amministratore Giudiziario.

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